Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Nogarole Rocca / Via Roma

Verona, lasciato al sole cocente e al freddo gelido: Labrador salvato. Era costretto a vivere sul balcone

Si doveva accontentare di vedere la sua famiglia attraverso il vetro della finestra: il balcone ridotto ad un tappeto di escrementi, nessun riparo dalle intemperie. Il giudice ne ordina il seuqestro e l'affidamento agll'associazione animalista

Si doveva accontentare di vedere la sua famiglia attraverso il vetro della finestra: il balcone ridotto ad un tappeto di escrementi, nessun riparo dal sole cocente o dal freddo, nessuna protezione dal pavimento arroventato o gelido, costretto a sdraiarsi sulle sue deiezioni poiché lì trascorreva la sua intera vita. Si tratta del terzo cane salvato nel giro di pochi giorni. Un Labrador chiamato “Jack” ha ritrovato la libertà grazie all’intervento delle guardie forestali che lo hanno tirato già da quel balcone esposto a caldo torrido in estate e al freddo della stagione invernale. Non era la prima volta che la condizione del povero animale veniva segnalata a chi di competenza. I volontari della Lav, Lega anti-vivisezione, di Verona lo avevano notato anche a maggio e la Forestale era giunta sul posto, a Nogarole Rocca, per ordinare alla donna di tenere al riparo il cane e di non mantenerlo in condizioni di isolamento sul balcone, divenuto a conti fatti la sua cuccia giorno e notte. Tre mesi di appostamenti sono serviti alla Lav per tornare a denunciare quella donna che teneva prigioniero Jack, inizialmente acquistato per giocare con i figli. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto “compatibili” le segnalazioni dei volontari e ha affidato a loro la povera bestiola. Soprattutto valutando la posizione del sul balcone, senza accesso all’abitazione, in una condizione di isolamento e di sofferenza e a maggior ragione nelle giornate calde, quando la temperatura diviene insopportabile a causa del riverbero provocato dal muro della casa e dal pavimento infuocato.

Come spiega la responsabile veronese Lorella Zanaboni: "La storia di Jack è comune purtroppo a quella di molti altri animali d'affezione che sempre più frequentemente vengono costretti a vivere su balconi e terrazze degli appartamenti anche in condizioni climatiche avverse e pericolose per la loro salute. Riceviamo continue segnalazioni e richieste di intervento per situazioni simili. Chi si prende in casa un animale ha l'obbligo di garantirgli un livello accettabile di benessere: lo impone la legge, ma soprattutto il buon senso".

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