Verona, le lamentele al bar fanno infuriare un giovane che estrae coltello e pugnala un cliente

Poteva finire molto peggio per il camionista croato di circa 50 anni che domenica sera è stato colpito più volte da un ragazzo marocchino al "Ni Hao Francesca" di via Cao del Prà a Lugagnano di Sona

"Le solite prese in giro da bar", qualche sberleffo tra un bicchierino e l'altro, e le lamentele per il suo cane, portato nel locale ma senza guinzaglio. Peccato che il senso dell'umorismo del giovane marocchino non sia stato così spiccato visto che ha reagito in maniera estremamente violenta contro un cliente. E le battute hanno lasciato spazio al sangue: la drammatica lite nel locale poteva trasformarsi così nell'ennesima tragedia. La chiamata ai carabinieri è scattata dopo le 20e30 di domenica sera, al bar "Ni Hao Francesca" di via Cao del Prà, a Lugagnano di Sona. Ad avere la peggio è stato un cittadino croato di mezz'età, raggiunto al torace e agli arti da alcune coltellate sferrate dal giovane nordafricano. Sarebbe stato lui, secondo le ricostruzioni, colui che la sera precedente si sarebbe lamentato del cane con il rispettivo padrone. L'uomo ha meditato "vendetta" e l'ha portata a termine 24 ore dopo, con una lama.

Il ragazzo, dopo l'aggressione, è scappato ma la sua fuga è durata un paio d'ore. I carabinieri di Villafranca, coordinati dal capitano Alberto Granà, sono riusciti a raccogliere testimonianze che hanno portato all'arresto del responsabile. Entrambi i protagonisti della lite sono clienti molto conosciuti nel locale e per questo l'individuazione del violento si è risolta in breve tempo. È un marocchino residente nei dintorni e con alcuni precedenti penali alle spalle per furto e rapina.

La fortuna del ferito, camionista per una ditta di autotrasporti veronese e residente in zona, è che i soccorsi si sono mossi all'istante. Immediata la chiamata da parte del titolare del bar, un cinese, al 118. I sanitari hanno portato il croato prima all'ospedale di Bussolengo e poi a Borgo Trento. Si trova in prognosi riservata. Preoccupa infatti il fendente profondo al torace. Non sarebbe in pericolo di vita ma le sue condizioni rimangono molto gravi. Il ragazzo invece si trova nel carcere di Montorio dove attende la convalida dell'arresto. È accusato di tentato omicidio. L'arma dell'aggressione non è stata ancora ritrovata: si suppone sia un coltello di almeno dieci centimetri.

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