Cronaca Centro storico / Via Sottoriva

Visto durante il furto, viene segnalato e pedinato da una donna: ladro in manette

Erano da poco passate le 16 quando, nel pomeriggio di Santo Stefano, una segnalazione è giunta alla Sala Operativa del 113, nella quale una cittadina affermava di aver assistito ad un'effrazione in via Sottoriva

Ieri pomeriggio gli agenti della Squadra Volanti sono intervenuti per un furto messo a segno ai danni di un ristorante in Via Sottoriva, riuscendo, grazie ad una pronta segnalazione ed ad un attento pedinamento, a catturare il responsabile.

Erano da poco passate le 16 quando, nella calma del pomeriggio di Santo Stefano, alla Sala Operativa del 113 è giunta la provvidenziale segnalazione di una cittadina che aveva appena assistito ad un’effrazione. Un magrebino era appena stato visto infrangere una finestra di un locale in Via Sottoriva, intrufolarsi al suo interno e, dopo pochi minuti, uscirne e sgattaiolare via lungo il parapetto dell’Adige. Molta saggiamente la donna, non solo ha segnalato l’episodio, ma è anche riuscita a descrivere con precisione il delinquente nonché a seguirlo a distanza per un tratto dando così modo alla Sala Operativa di tracciare la sua via di fuga.

A quel punto è venuto il momento della pattuglia della Volante che, trovandosi già a Veronetta, ha individuato il fuggitivo lungo Via Carducci. Con molta attenzione, gli Agenti, avvistato l’uomo, hanno fermato il mezzo e proseguito l’inseguimento a piedi per non insospettirlo fino alla fine. Così, quando il ladro si è appartato in un vicolo per controllare il bottino, è stato colto di sorpresa, bloccato e tratto in arresto per il reato di furto aggravato.

L’episodio, che evidenzia ancora una volta la straordinaria efficacia della sinergia tra le segnalazioni sempre più minuziose e pronte da parte della cittadinanza veronese e la presenza capillare e reattiva sul territorio da parte della Squadra Volanti, non si è però concluso con il semplice arresto del ladro. Gli Agenti, infatti, non si sono lasciati ingannare dal malvivente e dai suoi stratagemmi per occultare la propria identità. L’uomo, oltre a dare dalle false generalità (di un suo conoscente incensurato), aveva alterato i polpastrelli delle dita, riuscendo così ad eludere il riconoscimento nei database delle impronte digitali ma non la memoria degli Agenti. Uno dei poliziotti ricordava chiaramente di aver già fermato quel magrebino ed è quindi partita una lunga attività di ricerca a ritroso fra tutti i dati relativi alle operazioni delle Volanti delle ultime settimane. Alla fine l’acume dei poliziotti è stato premiato. L’uomo era già stato controllato e fotosegnalato il 22 ottobre, quando ancora i suoi polpastrelli non erano alterati. E visto che probabilmente anche in quel caso l’uomo utilizzò un falso nome, sono state avviate le procedure a livello ministeriale per l’unificazione di tutti i dati del soggetto e per il suo definitivo riconoscimento. Questa mattina il giudice per la direttissima, convalidato l’arresto, ha disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere in attesa del giudizio, rinviato al 7 gennaio, stante la richiesta dei termini a difesa.

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