Verona, i ladri di Villafranca terrorizzano migliaia di residenti: sindaci fanno fronte comune

Scatta il Piano sicurezza tra la cittadina veronese e le limitrofe Povegliano e Mozzecane: incontri pubblici con carabinieri e vigili, più telecamere e richieste alla politica. Sale la psicosi per le feste

Paura. Questo il sentimento che da mesi attanaglia gli abitanti di tutto il circondario del Villafranchese. Paura dei furti in casa, di trovarsi faccia-a-faccia con i ladri, di essere aggrediti da furfanti senza scrupoli, di tornare e trovare porte aperte e case svaligiate. Il nodo “furti nelle abitazioni” sta venendo al pettine di decine di sindaci, chiamati in causa da centinaia di residenti. Per questo i tre primi cittadini Mario Faccioli di Villafranca, Anna Maria Bigon di Povegliano e Tomas Piccinini di Mozzecane, hanno deciso di incontrare i comandanti di vigili urbani e carabinieri. Un “vertice” prima di Natale, data in cui, storicamente, si diventa “tutti più buoni” tranne i ladri, visto che da anni le statistiche indicano le festività come periodo sensibile.

PIANO SICUREZZA - E allora ecco che scattano le misure di sicurezza in tutta l’area: installazione di nuove telecamere, più pattuglie della polizia municipale, incontri pubblici con le Forze dell’ordine e persino una lista di richieste riservate ai parlamentari del Veronese. I dibattiti con i cittadini arriveranno a gennaio, con consigli da seguire e procedure. Intanto nel periodo delle feste, gli agenti della Municipale vedranno i loro turni di lavoro raddoppiare. Moderne telecamere direzionali invece saranno installate entro il 2015. L’intenzione è quella di creare una sorta di “centrale operativa” consultabile dai carabinieri per risalire a numeri di targa ai varchi cittadini. Negli ultimi tempi i dati sui furti in casa hanno visto un rialzo e per quanto i carabinieri siano impegnati in controlli 24 ore su 24, i furfanti risultano essere sempre più numerosi. Complici anche le condizioni della stagione invernale con nebbia e buio.

"CALMA E SANGUE FREDDO" - Da una parte i cittadini sono sempre più terrorizzati e infuriati, dall’altra i sindaci invitano a mantenere la calma: non c’è nessun allarme ma solo la “tradizione” dei furti di Natale. Per Faccioli l’identikit del ladro o topo di appartamento corrisponde soprattutto a quello di un cittadino dell’Est Europa che, sfruttando la vicinanza con la A4, si intrufola nelle abitazioni dei paesi confinanti per compiere razzie e guadagnare la fuga abbastanza facilmente. Come spiega l’Arena, inoltre, i malviventi non agirebbero più solo a notte inoltrata, magari con i proprietari a letto. Anzi. Anche in pieno pomeriggio, tra le 17e30 e le 19, poco prima di cena. Arrivano poi i consigli dei carabinieri nel non lasciar nulla “al caso”. Secondo i comandanti delle Compagnie di altri territori, come quella di Peschiera, i ladri avrebbero anche ingegnato alcuni segnali per indicare l’appetibilità di una casa. Si tratterebbe di palline di silicone applicate con un semplice tubetto che si compra in ferramenta e verrebbe lasciate su cassette della posta e cancellate. A Villafranca, tuttavia, i militari dell’Arma sono cauti. Spiega il maresciallo Marco Fruncillo, sulle pagine del quotidiano locale:

“Non riteniamo sia correlato a tentativi di furti. In tal senso non abbiamo avuto riscontri” … “Chiamare i carabinieri serve per mettere in moto posti di blocco che consentano di fermare l'auto dei ladri. Non ci si deve aspettare che la pattuglia arrivi subito sotto casa a rilevare il furto. I carabinieri devono poter operare sul territorio. Per questo è bene segnalare tutto: furti, auto sospette, rumori strani”

Torna, infine, la polemica legata agli aspetti della giustizia. La certezza di non scontare la pena, a parere dei sindaci e di molti cittadini, sarebbe un “invito” ai molti malintenzionati.

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“Non è questione di mezzi o uomini in più. Sono le leggi che vanno cambiate, garantendo la certezza della pena: è l'unico deterrente perché i ladri sanno che non corrono rischi di carcerazione. Faremo leva sui parlamentari di riferimento perché si lavori su questo”

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