Verona, ladri in azienda per tutta la notte: capannoni svuotati. "Ci hanno tolto tutto, un'altra volta"

Allarme alla ditta "Ko&Ko" di Bussolengo: i titolari se ne accorgono solo al mattino. Spariscono migliaia di campioni di scarpe e 500 borse di pelle. I furfanti hanno anche gozzovigliato fino alle 4. E le aziende agricole non sono messe meglio

Un’azienda messa letteralmente in ginocchio per la razzia di una banda di ladri professionisti. Più di mille campioni di scarpe rubate e 500 borse in pelle sparite oltre a computer e un furgone. Il bilancio alla “Ko&ko” di via 8 Marzo a Bussolengo conta 50mila euro di danni. Un vero e proprio “disastro” lamentato dai due titolari della società che aveva approntato i nuovi modelli per la prossima stagione. Ai danni della crisi che avrebbe già tagliato il fatturato del 35%, dunque, si aggiungono quelli dei malviventi. Il colpo è andato in scena martedì sera, nei capannoni della Zai alle porte di Verona.

Ad accorgersene per primo è stato uno dei due fratelli Ganassini, Giovanni, che con Mario gestisce l’azienda. Cancello spalancato, furgone volatilizzato, locali deserti e messi a soqquadro, orfani dei quintali di merce trafugata. Il furto è già al vaglio dei carabinieri. Dalle telecamere delle aziende vicine è emerso che i ladri sono entrati in azione alle 23e30 di martedì. Uno ha reciso il cavo dell’allarme. I complici hanno poi scavalcato la recinzione e sono e penetrati in azienda scassinando la porta antipanico. Si sono occupati della centralina antifurto, che è stata sradicata dall’impianto con i sensori. Sarebbero così riusciti ad agire in piena tranquillità. Fino alle 4 del mattino avrebbero caricato scatoloni di merce sul furgone. Tutti e due i piani del capannone sono stati svuotati, anche con l’ausilio di un muletto.

E oltre al danno la beffa: sono stati ritrovati avanzi di cibo, bevande e sigarette. Hanno praticamente fatto “pausa” mentre depredavano tutto il possibile. Sarebbe il quarto furto di cui è protagonista la “Ko&Ko”, l’ultimo dei quali pochi mesi fa. Le ipotesi dei due fratelli Ganassini, come spiegano su L’Arena, è che i ladri siano stati confortati dal fatto che di notte quella parte di zona industriale è libera dal traffico. “Non passa nessuno e l’autostrada è vicina”, avrebbero commentato sulle pagine del quotidiano locale:

«Abbiamo cinquant'anni, ma ci siamo messi a piangere davanti a questo disastro … una mazzata che ci ha colpito, dopo una serie di anni nei quali viviamo in uno stato di guerra»

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RAZZIE NELLE AZIENDE AGRICOLE - E intanto se i commercianti non dormono sonni tranquilli, nemmeno gli agricoltori se la passano bene. Nell’Est Veronese, in particolare. Una serie di furti sta mettendo in difficoltà le aziende. Rubano di tutto ma soprattutto macchinari, facilmente rivendibili. E allora ecco che spariscono motoseghe, pompe idrauliche, batterie, attrezzi per la manutenzione del verde. Tutta va bene, tutto fa gola. L’ultimo in ordine di tempo risale in una ditta agricola di Zevio dove è stata rubata un’idropulitrice. A Caldiero pochi giorni prima era toccato ad un trattore nuovo di zecca, parcheggiato dentro un capannone. Persino gli irrigatori lungo i filari a Belfiore sono scomparsi.

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