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Verona, la Regione sforbicia sui Gal della pianura: stop ai fondi per 23 Comuni. "Vanificati gli sforzi"

Le controproposte per Venezia. Il presidente Girlanda: "Abbiamo aiutato le aziende agricole a diversificare, a creare innovazione, a risparmiare e a salvaguardare l’ambiente. Abbiamo creato occupazione e reddito"

Potrebbe chiudere i battenti il Gruppo d'azione locale, Gal (consorzi di imprese, enti pubblici e privati, comitati, rappresentanti della comunità, associazioni ambientaliste e dell'agricoltura) della pianura veronese. La Regione del Veneto ha comunicato infatti di voler assegnare i fondi della programmazione eruopea 2014 – 2020 solo alle aree del Polesine e della montagna, escludendo in tal modo territori a grande vocazione rurale come quello della bassa scaligera. “In questo modo si toglie a territori a forte vocazione rurale, come il nostro, la possibilità di scegliere la propria strategia di sviluppo – spiega il presidente del Gal della pianura veronese Valentino Girlanda – nell’ultimo settennato abbiamo impegnato tutti i fondi a nostra disposizione, facendo decisamente meglio della media nazionale e dimostrando di aver capito di cosa avesse bisogno la Bassa. Non si risparmia quindi tagliando gli enti utili ed efficienti, ma riducendo quelli inutili. Abbiamo finanziato decine e decine di progetti che valorizzano il nostro patrimonio storico architettonico, salvando dalla decadenza e dalla fatiscenza palazzi, ville, corti rurali antiche".

Girlanda parla dei quasi 5 milioni di euro distribuiti alle iniziative dei 23 comuni della Bassa che aderiscono al Gal, negli ultimi tre anni. La previsione è poi quella di cancellare tutti i Gal di area B (sostanzialmente quelli di pianura). Dei 14 Gal ad oggi esistenti in Veneto ne rimarrebbero soltanto 8. In montagna resistebbe solo quelli del Baldo-Lessinia. E questo potrebbe avvenire nonostante il Programma di sviluppo rurale della Regione per la programmazione 2014-2020 dovrebbe avere a disposizione circa 1,2 miliardi di euro, quasi il 30% in più rispetto al settennato precedente. "Abbiamo permesso - continua Girlanda - il nascere e il crescere di fattorie didattiche e agriturismi per la valorizzazione dei nostri prodotti tipici e del turismo. Abbiamo aiutato le aziende agricole a diversificare, a creare innovazione, a risparmiare e a salvaguardare l’ambiente. Abbiamo creato occupazione e reddito. Che senso ha cancellare tutto questo?”.

Ecco dunque che arrivano le controproposte alla Regione, dopo la riunione del coordinamento dei 14 Gal del Veneto: e cioè quella di riservare ai fondi più del 5% proposto dalla Regione (rammentando che nella programmazione 2007/2013 era dell’11%) e di non limitare i Gal alle sole aree C e D (montagna e Polesine) e quella di concedere il cosiddetto “Plurifondo”, ossia stanziare a favore dei territori attraverso i Gal almeno un 4-5% anche del Fondo europeo di Sviluppo regionale e dell’Fondo sociale europeo.

“Queste proposte sono state avanzate anche dai Gal che sono già salvi – ha concluso Girlanda – e ciò dimostra che chi ha avuto modo di capire quanto siano importanti i Gruppi d’azione locale, vuole che tutti essi continuino ad operare per il bene dei territori del Veneto. Mai come in questo periodo nella nostra regione si parla tanto dell’importanza delle autonomie e del valore enorme per lo sviluppo che hanno i fondi europei".

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