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Verona, intercettazioni a Giacino. Gli avvocati scioperano, i pm reagiscono e chiudono la porta

Nessun colloquio faccia-a-faccia tra difensori e sostituti procuratori per i prossimi sei giorni. La polemica non accenna a diminuire e in Procura gli animi sono in ebollizione. "Mai usate quelle telefonate"

Comincia lo sciopero nelle aule giudiziarie veronesi per protestare sul caso intercettazioni-Giacino. Il punto è che da entrambe le parti c’è stata reazione. Gli avvocati l’avevano già annunciato: astensione dalle udienze dei penalisti per sei giorni. Un foglio è però comparso sulle porte delle stanze dei pm in cui si annuncia che per tutta la settimana i colloqui con gli avvocati saranno sospesi e verranno esaminate solo istanze scritte. Una mossa dei procuratori per respingere l’atteggiamento “pervicace” dell’associazione dei penalisti, con il quale avrebbero leso l’immagine della Procura. Un piccolo colpo di scena che non fa altro che alimentare le polemiche nei palazzi di giustizia. Tutto, com’è noto, è partito dalla scoperta di un brogliaccio contenente le trascrizioni delle intercettazioni tra l’ex vicesindaco Vito Giacino e moglie, Alessandra Lodi, e i loro rispettivi avvocati difensori.

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Il procuratore capo Mario Giulio Schinaia aveva tenuto poche ore prima del “colpo di scena” una riunione con i colleghi sostituti procuratori. La linea non sarebbe quella di un fronte comune. Alcune opinioni sarebbero divergenti ma la discussione si sarebbe svolta in serenità. Il pm Beatrice Zanotti, che coordina le indagini su Giacino, respinge in toto le accuse di aver violato il diritto alla difesa con le intercettazioni. Come spiega su L’Arena:

«Non si può fare una valutazione ex ante di questi colloqui e poi i legali non godono di immunità come persone fisiche: bisogna verificare che la conversazione attenga al diritto di difesa senza spunti di rilievo penale e questo si può controllare solo ex post». Non ci sta poi alla ricostruzione emersa in questi giorni perché «si è fatta una grande confusione tra brogliacci e trascrizioni». E ricorda che «di queste intercettazioni è stata disposta la distruzione in sede di udienza preliminare,applicando i tempi e le modalità previste dal codice di procedura come si è sempre fatto». Di più: «Di questi colloqui non è stato fatto alcun utilizzo per le nostre indagini».

I brogliacci contengono 160 intercettazioni, di cui 75 sms e la stessa pm Zanotti ha ammesso che non sono comunque state usate.

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