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Verona, installa il caminetto nuovo e incendia il tetto del palazzo: il 48enne va davanti al giudice

Ore per domare le fiamme nel condominio di via Gioia a Bussolengo: il surriscaldamento della canna fumaria provocò l'accensione di materiale infiammabile nel sottotetto ventitalo. Gli altri inquilini chiedono i danni

In aula è entrato anche uno dei vigili del fuoco che quella sera a Bussolengo era intervenuto per spegnere l’incendio nell’appartamento l’ultimo piano. Le fiamme avevano attaccato il tetto ventilato e poi gli appartamenti vicini. Una disgrazia provocata dal caminetto, o meglio, dal surriscaldamento della canna fumaria non perfettamente isolata. Proprio nell’ultimo tratto, quello in corrispondenza del sottotetto, carta straccia e stracci avevano preso rapidamente fuoco, alimentato dalla ventilazione. Ore per domare le fiamme e locali parzialmente distrutti.

Ebbene, per quell’incendio avvenuto a metà gennaio 2008, il proprietario 48enne dell’appartamento da cui si sprigionò il surriscaldamento è finito in tribunale per rispondere dell’accusa di incendio colposo e danneggiamento. Gli altri due inquilini del condominio “Cansignorio” di via Gioia si sono infatti costituiti parte civile. La Procura, come spiegano i quotidiani locali, ha ipotizzato la “negligenza, imperizia e imprudenza” dell’uomo nell’installare il caminetto nell’appartamento della moglie. Lui infatti voleva farle un bel regalo e “scaldarla” grazia al nuovo impianto. Ha invece solo ottenuto una denuncia che lunedì è culminata nell’udienza davanti al giudice. L’udienza è stata rinviata a dicembre.

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