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Verona, inseguimento, incidenti con 6 feriti e poi l'arresto: il 38enne aveva appena svaligiato due case

Il giudice fa rimanere il 38enne kosovaro dietro le sbarre: ha una sfilza di reati sulle spalle ed è ritenuto pericoloso. Quella sera aveva svuotato una cassaforte e rapinato una signora nella sua abitazione. Sfogo della Lega: "Risultato di uno Stato assente"

Un inseguimento dalla Valpolicella fino al quartiere Saval di Verona dopo aver rubato in due case e una serie di incidenti provocati che hanno causato sei feriti. Un drammatico bilancio quello che ruota attorno alla scorribanda di un cittadino del Kosovo assieme ai suoi complici ladri. L’uomo di 38 anni, dopo la convalida dell’arresto davanti al giudice, è tornato in carcere e lì restarà fino all’udienza. Su di lui pendono le accuse di rapina, furto e resistenza all’arresto dopo che domenica non si era fermato all’Alt dei carabinieri e, anzi, aveva ingaggiato un inseguimento in auto. Anche per la pericolosità della sua guida il giudice ha deciso di farlo restare dietro le sbarre. E poi ci sono i reati segnati sulla sua fedina penale, a testimoniare gli intenti illegali del ladro.

Secondo quanto risultato dalle investigazioni, lo straniero con due compici aveva appena messo a segno due furti in abitazione a Negrar. Uno di seguito all’altro: i carabinieri hanno scoperto che nel primo caso si era occupato di sradicare a picconate una cassaforte contenente 300 euro dopo essere entrati da una finestra, mentre nel secondo caso (quello della rapina) una donna, trovandosi davanti i furfanti, era stata costretta ad assistere al furto del portafogli dopo essere stata minacciata con una mazza di ferro. Poi la fuga dei tre a bordo di una Seat Toledo che sarebbe stata intercettata non troppo distante da una pattuglia dei carabinieri. Non fermandosi all’Alt, è scattato l’inseguimento conclusosi in via Pancaldo a Verona dopo aver provocato due incidenti. La macchina dei ladri ha sbandato per la folle velocità ed è finita prima contro lo spartitraffico e poi contro il guardrail. Solo uno, il kosovaro, è stato arrestato con l’ausilio della polizia, mentre i due complici sono riusciti a far perdere le tracce. nell’auto sono stati ritrovati tutti gli “attrezzi del mestiere”: mazze, piedi di porco, flessibile e picconi. Come spiegano i quotidiani locali, il 38enne risulta indagato anche per porto d’arma, possesso di arnesi da scasso e ricettazione. Addosso gli sono stati ritrovati 1800 buoni pasto dal valore di circa 6mila euro. data la sua pericolosità, appunto, il giudice ha ritenuto utile farlo rimanere in cella.

LO SFOGO DELLA LEGA - Proprio in merito alla vicenda dell’arresto di domenica scorsa a Saval parla il segretario della Lega Nord di Verona, Paolo Paternoster: “Intendo esprimere un grido di rabbia da parte della Lega Nord, ma anche dei cittadini tutti, che da anni sono costretti a convivere con questa criminalità e con uno Stato che non è in grado di contrastarla seriamente. I tre delinquenti che hanno commesso queste azioni criminose e che con arroganza e strafottenza sono fuggiti all’Alt delle Forze dell'ordine, come si trattasse di un gioco, potevano causare anche la morte di cittadini innocenti e degli agenti di polizia che lavorano per garantire la nostra sicurezza nonostante i tagli che continuano a subire dal Governo. Tutto ciò è vergognoso, specialmente se come è emerso l'extracomunitario arrestato è da oltre dieci anni, che commette reati nel nostro Paese, fregandosene della legge e di chi cerca di farla rispettare. Perciò la domanda sorge spontanea. Cosa ci faceva ancora in Veneto, a piede libero, un pericoloso criminale che dimostrata di essere capace solo di delinquere? La risposta come dicevo è che siamo governati da uno Stato, che tartassa le persone oneste, i piccoli imprenditori, che con enormi difficoltà mandano avanti la propria azienda e usa il guanto di velluto verso gli stranieri che vengono qua solo per delinquere e che sono un offesa anche per quegli immigrati che sono entrati regolarmente nel nostro Paese, che hanno sempre lavorato e pagato le tasse”.

Conclude Paternoster: “Chi viene in Italia per rubare, spacciare droga, fare sfruttamento della prostituzione ecc.. dovrebbe subire pene severe, scontarle a casa propria nel paese di origine e poi restare là e non tornare mai più nelle nostre città. Invece siamo di fronte all'assurdità del governo Renzi e del ministro degli Interni Alfano, che con Mare Nostrum hanno fatto entrare in maniera irregolare migliaia di clandestini che ora si trovano ad oziare negli hotel a 3 o 5 stelle e una volta usciti si ritroveranno allo sbando, col forte rischio di essere affiliati  o essere sfruttati da bande criminali”.

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