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Verona, indipendenza in Scozia: vince il No. Tosi: "Risultato buono in ogni caso: otterrà più autonomia"

"Dato che il voto è consultivo, se venisse fatto anche in Veneto sarebbe una possibilità in più per esprimere l'insofferenza rispetto allo Stato centrale, un segnale del fatto che i cittadini non ce la fanno più a pagare così tanto"

È un referendum che pesa anche solo per il fatto di essersi tenuto. Dato che il voto referendario è consultivo, se venisse fatto anche in Veneto sarebbe una possibilità in più per esprimere l’attuale situazione di insofferenza rispetto allo Stato centrale, un segnale del fatto che i cittadini non ce la fanno più a pagare le tasse, perchè sono troppe, perchè fanno chiudere le imprese e di conseguenza fanno aumentare la disoccupazione". È la reazione del sindaco di Verona, Flavio Tosi, ai risultati del referendum sull'indipendenza promosso in Scozia che ha tenuto Gran Bretagna ed Europa con il fiato sospeso. La maggioranza dei cittadini scozzesi che si sono recati alle urne ha infatti deciso per negare l'indipendenza. Il "No" degli "unionisti" è stato del 55,3%, contro il 44,7% degli indipendentisti.

"Da noi sarebbe chiaro il valore del referendum popolare. Importante poi è il metodo: in Scozia il governo centrale, per assicurarsi la vittoria del No al referendum, e quindi mantenere la nazione agganciata, ha dovuto offrire ulteriori forme di autonomia amministrativa e finanziaria rispetto a quelle che la Scozia comunque già aveva. È un po’ quello che è sempre successo in Trentino Alto Adige dove il Partito Autonomista Trentino Tirolese e la Südtiroler Volkspartei hanno sempre negoziato con il governo ottenendo via-via sempre maggiori garanzie di autonomia. Ed ora è quello che dovrebbero poter ottenere tutte le Regioni, dal nord al sud: una forma di autonomia diversa e speciale rispetto allo Stato”.  

IL PRESIDENTE ZAIA - Le parole di Tosi sono state precedute di poco da quelle del collega di partito in Lega Nord e presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. "Esemplari le parole del leader indipendentista Salmond quando dice 'Accettiamo il risultato democratico e la scelta degli scozzesi'. Questo vuol dire che è un grande esercizio di democrazia. Però penso che il vero significato politico di questo referendum è che si è rotto un argine; crolla anche questo tabù, questo totem del fatto che non si debba mai chiedere". Per il presidente veneto il referendum scozzese "cambierà sicuramente le cose. Tutto il mondo parla dell’indipendenza, le borse prima erano basse come valori e da questa notizia ripartono. Vuol dire che il mondo ha osservato questo referendum".

E ancora: "In Veneto dobbiamo fare tesoro dell’esperienza scozzese. Bisogna anche fare attenzione che i modelli internazionali, che sono quello scozzese e quello catalano hanno molta più storia di noi. Dovremo far tesoro di tutti gli aspetti positivi di questo percorso e anche di quelli negativi. Perché evidentemente se gli scozzesi non hanno convinto il 51% dei cittadini qualche motivo ci sarà» ha concluso il presidente del Veneto".

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