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Il cimitero monumentale di Verona (Foto web)

Il cimitero monumentale di Verona (Foto web)

Verona, inchiesta Agec: dalle mense ai cimiteri. Il pm: "Appalti truccati per i servizi"

Due dipendenti dell'azienda accusati di corruzione: per l'accusa avrebbero pilotato le gare di assegnazione favorendo certe imprese ed escludendo le più meritevoli. Il presidente Galli Righi tenta di chiarire la frase seulla "sabbia"

Si allarga l'inchiesta Agec. O si racchiude in un unico grande caso, dipende dai punti di vista. Lo scandalo che ha colpito l'azienda comunale che si occupa della gestione di mense, alloggi pubblici, farmacie e cimiteri riguarda, appunto, anche i servizi nei 23 camposanti. Un appalto giudicato "anomalo" dalla Procura ed emerso già nel luglio scorso. Ai nove funzionari indagati nell'ultimo filone d'indagine, quindi, vanno ad aggiungersi altri due dipendenti, Fausto Franchini, 54 anni, e Giorgio Castagna, 53. Sono accusati di aver gestito illegalmente la gara di assegnazione riguardo i servizi cimiteriali. A spiegarlo è l'Arena, che precisa che è arrivato anche il sequestro dei beni a disposizione dei due. Questo perché la Procura ipotizza siano frutto di corruzione. Avrebbero agito, sempre a parere dell'accusa, in concorso con il direttore generale Agec, S.T., già travolto con l'arresto del 24 ottobre scorso. Secondo i consulenti nominati dal pm Gennaro Ottaviano ci sarebbe un'inquietante somiglianza tra gli appalti concessi a due ditte per la gestione dei servizi nei 23 cimiteri e quelli relativi alle mense scolastiche. Secondo la perizia, spiega il quotidiano locale, i due commissari avrebbero contestato (fino ad escluderla dall'appalto) l'offerta della prima impresa classificata che aveva avanzato un ribasso "del 14,70%". Secondo i periti della Procura  

"Queste condotte che apparentemente appaiono schizofreniche sono invece, finalizzate per mantenere le assegnazioni di lavori, servizi e forniture ad un ristretto numero di imprese ed impedire che potesse effettivamente funzionare la concorrenza di altre"

La ditta molisana concorrente attende ora la sentenza del Consiglio di Stato sul caso. E proprio sulla "cittadinanza veneta", secondo gli accertamenti finiti davanti al pm Ottaviano, si sarebbe basato uno dei criteri per aggiudicare gli appalti. Le scelte i fatti sarebbero ricadute

"in ragione della loro provenienza geografica quando estranea al tessuto veneto"

Molte ombre da chiarire quindi, non solo sulle mense. A voler accendere un lumino, per fare luce, è stato il presidente Agec, Massimo Galli Righi, durante l'incontro di martedì con i sindacati dei lavoratori in azienda, Cgil, Cisl e Uil. Il numero uno di via Noris ha dichiarato di aver avuto "accesso agli atti" e di aver letto le intercettazioni. Come riporta il Corriere Veneto, l'accento è stato messo soprattutto sull'ormai famigerata frase della "sabbia al posto della carne". Galli Righi ha voluto perciò tranquillizzare i genitori dei figli. Alcuni di loro, infatti, hanno provveduto a riunirsi in comitato per chiedere una commissione sulle mense scolastiche in sede di Consiglio comunale (con urla e striscioni annessi).

"Quella telefonata era tra un commissario dell'asta per l'assegnazione dell'appalto ed un altro commissario. Ed il primo spiegava che l'offerta fatta da una ditta concorrente era basso, troppo basso, talmente basso che 'con quei soldi lì i ghe dà da magnar la sabbia'. Sabbia che, ovviamente, nessuno si è mai realmente neppure sognato di dar da mangiare ai nostri bambini"

LE REAZIONI - E' il Pd a sfondare il muro di silenzio sui nuovi retroscena dell'inchiesta Agec: "Nel novembre 2012 - spiega il capogruppo in Consiglio comunale, Michele Bertucco - segnalammo le incongruenze relative all'assegnazione che, a nostro avviso, era speculare al bando della Passalacqua. Qui come là chi aveva predisposto gli atti della gara aveva anche contribuito alla individuazione dei vincitori. Peraltro tra i vincitori dei due bandi ricorre il nome di una ditta. Per tutta risposta ricevemmo una precisazione piccata del direttore di Agec S.T. e la rassicurazione da parte dell'assessore Toffali che non c'era nulla di cui preoccuparsi".

Continua Bertucco: "Alla faccia di tutte le spiegazioni e rassicurazioni, oggi scopriamo che bando delle mense scolastiche e bando per i servizi cimiteriali sono diventati, per la Procura scaligera, due filoni di un'unica inchiesta che vede sotto accusa buona parte della dirigenza Agec. Chiediamo dunque di sapere che tipo di controlli l'amministrazione ha svolto su tali procedimenti, tenuto conto che Agec non è una azienda partecipata qualsiasi ma un'azienda speciale che agisce 'come fosse il Comune'. Rinnoviamo al sindaco Flavio Tosi l'invito di rompere il silenzio nel quale si è rinchiuso da qualche settimana a questa parte e di venire a riferire in Consiglio".

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