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Verona, Agec: inchiesta per abuso d'ufficio sulla nomina del direttore generale

La procura di Verona sta indagando nuovamente l'Agec. Questa volta al centro della bufera la nomina di Maria Cristina Motta come nuovo dg dell'azienda. Si tratta della terza inchiesta in due anni

Nuova indagine in Agec. La procura di Verona ha aperto un'inchiesta per abuso d'ufficio in merito alla nomina, già contestata, di Maria Cristina Motta come nuovo direttore generale. Lo riferisce il Corriere del Veneto, che racconta che l'indagine è scattata dopo due esposti-denuncia.

Al centro dell'inchiesta la procedura concorsuale e la successiva votazione del consiglio di amministrazione, che hanno portato alla nomina di Motta. Il sospetto è che il tutto sia stato orientato ad hoc per assegnare l'incarico all'attuale presidentessa di Agec. A febbraio e a luglio 2015, la polizia giudiziaria si è recata ad Agec due volte per visionare la documentazione relativa al concorso.

Sul Corriere, risponde alle accuse il presidente di Agec, Massimo Galli Righi: "Tutte falsità, la legge è stata rispettata in ogni passaggio e l’iter è stato portato a termine in assoluta trasparenza e nel totale rispetto delle normative vigenti. Si è svolta una prima selezione da parte di un’agenzia specializzata e dunque esterna ad Agec, che ha passato al vaglio le 61 candidature presentate. Quindi sui cinque candidati prescelti l’allora vigente consiglio d’amministrazione si è espresso decretando a maggioranza come dg, su proposta del sottoscritto, la dottoressa Motta. Dopodiché, dopo i dubbi sollevati dai consiglieri di minoranza, Agec ha chiesto un doppio parere pro veritate a una giurista. Ne sono seguite le mie dimissioni, lo scioglimento del cda su decisione del sindaco Tosi e la nomina dell’attuale cda che, dopo aver esaminato nel corso di numerose sedute l’intera procedura, ha ritenuto che tutto si fosse svolto in modo regolare". Inoltre, sempre sul Corriere, Galli Righi puntualizza: "Né al sottoscritto né ad altri funzionari dell’azienda, finora, sono stati notificati avvisi di garanzia".

Continua sulle pagine del Corriere il presidente di Agec: "Sono sereno sul mio operato e pronto eventualmente a rispondere al magistrato nel caso in cui lo ritenesse necessario. Ritengo comunque se, qualcuno avesse avuto qualcosa da obiettare su come è stata portata a termine la procedura amministrativa per la nomina del direttore, avrebbe di certo impugnato contro il Tar del Veneto e/o il presidente della Repubblica come prevede la legge. Invece nessuno, neppure gli altri partecipanti al bando, ha presentato ricorso entro i 60 (nel caso del Tribunale amministrativo, ndr) e 120 giorni (per opporsi davanti alla presidenza della Repubblica, ndr)".

In una nota stampa, sulla questione è intervenuto anche il capogruppo consiliare del PD Michele Bertucco: "Sarà pure regolare, come dice Galli Righi, la nomina della Motta, ma aspetterei gli accertamenti della magistratura che purtroppo si rendono ancora una volta necessari stante la tenace avversità alla chiarezza di questa amministrazione. Checché ne dica il presidente, sotto il profilo amministrativo non c'è mai stato nulla di limpido nella vicenda del rinnovo dell'incarico al direttore generale, tant'è vero che per questo fu silurato l'intero consiglio di amministrazione. Non è normale che si bandisca una selezione per trovare un nuovo direttore e proprio nella fase finale si metta ai voti la riconferma dell'uscente. Che si sia tentato fino all'ultimo di negare l'utilità di un parere pro-veritate che poi, guarda caso, ha dato ragione ai nostri dubbi. Non è normale che per ristabilire l'ordine si debba azzerare un cda e nominarne uno nuovo. E' auspicabile che Agec torni a fare notizia per le opere in favore del diritto alla casa ma questo tema non sembra essere nelle corde dell'amministrazione che usa l'azienda per tutt'altri obiettivi".

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