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Verona, incendiò la casa con sua moglie dentro: lei per scappare si gettò dalla finestra. A processo

Le accuse per il 61enne veronese sono di incendio doloso e lesioni gravi, date le ustioni riportate dalla donna di 48 anni. Alle 3 del mattino lo avevano trovato in mutande e maglietta ad assistere al rogo, in giardino

Le Forze dell'ordine arrivate sul posto, in via Davila, avevano dovuto soccorrere una donna di 48 anni visibilmente ustionata e il marito di 61 anni. Lui, in particolare, alle 3 del mattino era stato trovato fuori dall’abitazione in zona San Michele Extra, a Verona, mentre guardava, in maglietta e mutande, le fiamme che divoravano l’edificio. Ma la moglie era ancora in camera da letto. Sono state poi le indagini della polizia che hanno ipotizzato che l’incendio sarebbe stato appiccato dall’uomo, Giancarlo Brutti, ex operaio all’Aia. Il movente sarebbe stato la gelosia.

Inizierà il 22 gennaio 2015 il processo a sua carico. Le accuse sono di incendio doloso e lesioni gravi, date le ustioni riportate dalla donna. Secondo una prima ricostruzione, la polizia aveva ammesso che per sfuggire alle fiamme lei si era gettata dalla finestra del bagno, al primo piano dell’appartamento, atterrando in giardino. Un volo di due metri. Era stata poi ricoverata in Rianimazione a Borgo Trento. La 50enne aveva riportato fratture e ustioni di secondo e terzo grado su torace e braccia e da allora, come spiega L’Arena, è costretta ad indossare dei guanti. Per l’incendio erano state evacuati gli edifici adiacenti, nel raggio di 100 metri e il 61enne inizialmente sembrava voler impedire ai vigili del fuoco di compiere il proprio dovere, parandosi davanti.  

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