Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Borgo Roma / Via Tombetta

Verona, incendiò il bar della figlia per intascare l'assicurazione: a processo. E l'Amia chiede i danni

L'intervento fortuito della polizia, quella sera di luglio, gli salvò la vita: avevano soccorso il 51enne dopo che l'avevano visto uscire dal locale di Borgo Roma avvolto dalle fiamme. L'uomo si era trasformato in una torcia umana

Aveva rischiato la vita per i soldi dell'assicurazione. Una truffa solo tentata ma l'accusa per lui, Karim Kamran, 51enne originario dell'Iraq ma con cittadinanza italiana, è di incendio doloso. Queste le motivazioni con le quali il giudice ha disposto il processo che lo vedrà imputato e che potrebbe dover risarcire la figlia, la sua compagna e anche l’Amia.

Su di lui erano tornati i poliziotti della Squadra Mobile e della Scientifica, dopo le indagini durate un anno. Risale infatti al luglio 2012 il terribile rogo che distrusse il bar "Smile" di via Tombetta, a Verona. L'intervento fortuito degli agenti di pattuglia, quella sera, gli salvò la vita: erano stati loro a soccorrere il 51enne dopo che l'avevano visto uscire dal locale avvolto completamente dalle fiamme. L'uomo si era trasformato in una torcia umana e solo l'intervento tempestivo del 118 aveva permesso che soccombesse alle gravi ustioni che aveva riportato su tutto il corpo. Il bar finì devastato e appena i vigili del fuoco finirono di domare le fiamme partirono le indagini. Quelle che la Procura aveva preso in mano, iscrivendo nel registro degli indagati Karim Kamran, che ora finirà a processo. A chiedere i danni sono la figlia dell’uomo, la compagna (completamente estranee all’intenzioni del 51enne) e anche l’azienda comunale per i servizi ambientali Amia.

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