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Verona, incarichi dal Comune di Lazise: la moglie dell'ex vicesindaco Giacino nella guerra tra sindaci

L'avvocato Alessandra Lodi al centro della bufera giudiziaria (accusata di corruzione e concussione assieme al marito per presunte tangenti incassate da un costruttore edile) e in quella tra amministratori locali

Lavori per 68mila euro assegnati a lei dalla Giunta Franceschini tra il 2010 e il 2013. Passano al setaccio degli amministratori locali i documenti relativi all’attività professionale dell’avvocato Alessandra Lodi, moglie dell’ex vicesindaco di Verona Vito Giacino. Sono accusati entrambi di corruzione e concussione perché avrebbero imbastito, a parere della Procura, un sistema di tangenti travestite da parcelle per consulenze legali. Soldi pagati da un costruttore edile, Alessandro Leardini, in più riprese e su cui ora si sta cercando di fare chiarezza. L’ex vicesindaco è detenuto nel carcere di Montorio da lunedì scorso, mentre Lodi è ai domiciliari nell’appartamento di Borgo Trento. “Incarichi professionali” alla Lodi anche dal Comune di Lazise e che ora fanno scoppiare la guerra tra sindaco, Luca Sebastiano, ed ex sindaco, Renzo Franceschini. A sorprendere sarebbe principalmente la scelta di affidare la difesa del Comune in ricorsi al Tar o al Consiglio di Stato a un avvocato priva dell’esperienza richiesta ad un legale di fiducia di un ebete pubblico. Secondo l’attuale primo cittadino, interpellato dal quotidiano L’Arena,

“Quelli dati alla Lodi sono «tanti soldi e tanto lavoro, ben 27 incarichi, su questioni amministrative non semplici: era obbligo», sostiene il primo cittadino, «affidare la difesa del Comune a professionisti con comprovata esperienza processuale invece ho il dubbio che Franceschini abbia incaricato la Lodi solo per garantirsi un ritorno d'immagine e di benevolenza da parte dell'entourage di Giacino e Tosi. E questo», tuona, «non è corretto, anzi, non è morale». Franceschini risponde all'attacco attaccando. «Innanzittutto quando ero sindaco, con la mia giunta, ci siamo rivolti a diversi professionisti, non solo all'avvocato Lodi». E continua: «Secondo: che Lodi si domiciliasse da altri colleghi per svolgere il suo lavoro, questo non lo ritengo un crimine: portava i risultati, di cause ne abbiamo perse poche, anzi, le abbiamo vinte quasi tutte, quindi è questo che deve interessare non certo con quale squadra abbiamo giocato». E va avanti: «Terzo: se dai diversi processi il Comune è uscito vincitore, significa che la scelta del professionista era giusta, significa che l'avvocato Lodi era competente in materia al di là della giovane età e la poca esperienza additate da Sebastiano come elementi negativi che dovevano spingere a scegliere i migliori professionisti sulla piazza, non "riserve" di fama sconosciuta».

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