Verona, imprenditore in ginocchio per la crisi ridotto a rubare al "Brico": preso con 54 euro di merce

Un bottino assai magro e che l'ha fatto finire nei guai con l'accusa di furto aggravato dopo essere stato arrestato dai carabinieri. Passato l'imbarazzo, davanti al giudice si scusa per il gesto: "La mia azienda è stata tutta pignorata"

Messo in ginocchio dalla crisi, cercava di rimettersi in sesto da un po’ di tempo. In quell’azienda agricola che una volta era fiorente non ci sono più beni di proprietà. Tutti pignorati. È stato lo stesso imprenditore di 57 anni veronese, Giampietro Tezza, a spiegare in che situazione si trovava, al giudice. In tribunale è finito per aver cercato di rubare lampadine solari, bottiglie di olio da miscela e scatole di semenze al centro “Brico” afferente al centro commerciale Auchan di Bussolengo. Un bottino assai magro da 54 euro e che l’ha fatto finire nei guai con l’accusa di furto aggravato dopo essere stato arrestato dai carabinieri. Il processo a suo carico è stato rinviato a fine novembre. Il suo avvocato chiederà di far compiere al 57enne lavori di volontariato in un’associazione che verrà indicata. Dopo la “riabilitazione” il reato potrà venire estinto. Il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, non ha previsto alcuna misura.

A muoverlo sarebbe stata dunque la disperazione, a cui è seguita la vergogna e l’imbarazzo. Successivamente sono arrivate anche le scuse. Ha ammesso tutto e ha fatto ritorno a Castelnuovo, dove abita con la famiglia e i figli. L’imprenditore agricolo era stato sorpreso martedì scorso al “Brico” di Bussolengo. A “tradirlo” sono state le placche antitaccheggio che non aveva rimosso. Insomma, non proprio un delinquente rodato. Nel negozio aveva effettuato alcuni acquisti di materiale per l’agricoltura ma aveva nascosto sotto la giacca un po’ di merce. Ha pagato ciò che c’era nel carrello ma l’antifurto, passata la cassa, non gli ha lasciato scampo. fermato dalla vigilanza, come spiega L’Arena, sono stati chiamati anche i carabinieri.

"LO STATO NON AIUTO CHI È DISPERATO" - “Ecco dove può portare la disperazione a causa della crisi. Un imprenditore agricolo ruba 54 euro di prodotti in un supermercato per tentare di rimettere in piedi la sua azienda e viene arrestato. Così non si può andare avanti. Ma da Roma, almeno per ora, arrivano solo chiacchiere e tweet”. È il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a non nascondere lo sconforto di fronte alla vicenda di Tezza.

“Nessuno dice che un reato debba essere giustificato – sottolinea Zaia – ma bisogna tener conto anche della disperazione dei nostri imprenditori, gente abituata a lavorare sodo, che si trovano annientati da una crisi più forte di loro. Se è vero che ci vuole la certezza della pena, il sistema giudiziario dovrebbe agire anche in base al buonsenso. E se troppo spesso chi delinque abitualmente, una volta preso è rimesso subito in libertà, almeno siano ascoltate e comprese le ragioni di chi delinquente non è, ma sbaglia perché quello che ha costruito con il suo lavoro crolla e non trova nessun aiuto da parte da uno Stato che pensa solo a tasse e tagli”.

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