Verona, immobili e palazzi storici in vendita per far cassa e costruire un "municipio 2"

Arrivano altri piani di alienazione per garantire la liquidità necessaria e ottimizzare gli uffici comunali: da Veronetta a Chievo fino al centro storico. Il Comune punta ancora sulla rinascita di Verona Sud

Foto web

Soldi in cambio di edifici. Potrebbero finire all’asta molto presto alcuni palazzi e immobili di proprietà del Comune. L’intenzione è quella di fare cassa e reinvestire il denaro ricavato per realizzare una nuova sede degli uffici comunali a Verona Sud, vicino all’ex mercato ortofrutticolo. Il punto di partenza potrebbe essere quella piccola vittoria, arrivata dopo un lungo stallo in Consiglio comunale, sancita con la messa in vendita di parte del parcheggio in Fiera per la costruzione di un ipermercato. Fra il territorio della Zai e Borgo Roma, la seconda sede municipale dovrebbe sorgere nei lotti individuati dal Piano di riqualificazione urbana (Prusst) che erano già stati venduti alla “Costruttori Veronesi” che voleva costruirci appartamenti e per cui aveva già versato la caparra, il 30 percento di 8 milioni a lotto. Ora ci sarà solo da aspettare che il Comune rimborsi gli anticipi e vada avanti nel suo progetto. Dalla realizzazione del “Comune 2” a Verona Sud, potrebbero dunque partire l’alienazione delle sedi comunali sparse in giro per la città, dall’anagrafe di via Adigetto agli uffici sulle mura di via Pallone fino all’ex scuola Pacinotti dove lavora il settore Edilizia privata e gli uffici dei Servizi sociali in vicolo San Domenico. Arrrivando poi a Palazzo Pirelli, praticamente dietro Palazzo Barbieri, che ospiterà la SoLoRi, società locale di riscossione tributi nata dopo Equitalia. Ma in ballo ci sono tanti altri progetti, non troppo lontani. Uno di questi riguarderebbe l’investimento importante per una nuova sede in città di “Eataly” di Oscar Farinetti, ormai punto fermo per la diffusione del made in Italy agroalimentare. Come spiega l’Arena, ci sarebbero poi almeno una decina di palazzi storici che potrebbero fare gola ad eventuali compratori.

A VERONETTA - Si parlava di Palazzo Bocca Trezza, in via XX Settembre, che risale alla seconda metà del 1500 ed è stato ristrutturato nell’800. Ospita l’Istituto d’Arte “Nani”. Al suo interno i nomi degli autori degli affreschi sono di quelli importanti: Paolo Farinati, Anselmo Canera, Bernardino India, Battista del Moro. Sempre a Veronetta, in via XX Settembre, era avvenuta la vendita della sede dell’ex istituto “Bon-Brenzoni”. Con cinque milioni di euro girati al Comune, la Cassa depositi e prestiti farà spazio ad appartamenti che poi rivenderà a sua volta.

A Chievo si sta pensando invece di mettere a disposizione del miglior compratore una parte dell’ex ospedale “Fracastoro”, già parzialmente occupato dall’istituto alberghiero “Berti”. Come riporta il quotidiano locale, si pensa ancora all’alienazione di Palazzo Pompei, lungadige Porta Vittoria, che ospita il Museo di Storia naturale. Tutti i reperti verranno fatti traslocare a Castel San Pietro, che ospiterà il nuovo museo.

"RISIKO IMMOBILIARE" - "Il rischio della politica di dismissioni che Palazzo Barbieri continua cocciutamente a portare avanti, malgrado i palesi insuccessi collezionati fino ad ora, è quello di una incontrollata immissione sul mercato immobiliare di un grande numero di palazzi storici privi di una destinazione urbanistica ben precisa". Lo afferma il capogruppo Pd in Consiglio comunale a Verona, Michele Bertucco, secondo cui "ciò andrà ad alimentare il disordine e il degrado urbanistico già introdotto da un Piano degli Interventi basato unicamente sulla costruzione di nuova edilizia abitativa e commerciale, malgrado l'invenduto e l'inutilizzato. Il fatto che già qualche anno fa, a fronte del ritiro del Comune dal progetto del Polo Finanziario, i privati avessero rinunciato a costruire sull'area del Prusst chiedendo indietro le caparre già versate, avrebbe dovuto far suonare un campanello d'allarme a Palazzo Barbieri, nel senso di riqualificare la pianificazione urbanistica nel segno di una maggiore qualità".

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Spiega Bertucco: "Sarebbe pertanto meglio tornare ad una politica più realistica agendo piuttosto sul taglio agli sprechi con cui si continuano ad alimentare inutili carrozzoni pubblici e consorterie varie. Se non fosse stato per l'intervento a dir poco provvidenziale della Fondazione Cariverona, e in ultima battuta della Cassa depositi e prestiti, di tutte le alienazioni previste, con cui si sono abbelliti i bilanci di previsione degli ultimi anni, non ne sarebbe andata in porto nemmeno una".

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