Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Sommacampagna / Via Casetta

Verona, il "business" delle discariche dell'ex dirigente regionale: nel mirino tre impianti veronesi

Finanza e Procura indagano sui profitti di Fabio Fior, funzionario all'Ambiente: secondo le indagini si sarebbe fatto affidare lavori per ampliamenti e bonifiche sfruttando il suo ruolo. Grazie anche a documenti e autorizzaioni

Nel mirino della guardia di finanza entrarono le società che gestiscono le tre discariche in provincia di Verona: a Caluri di Villafranca, Casette di Sommacampagna e Ca’ Bianca di Zevio. È il filone della maxi inchiesta su cui sta indagando la Procura di Venezia ipotizzando il reato di concussione nell’ambito delle autorizzazioni per ampliamenti e bonifiche in materia ambientale. Ci sono tre arresti e 20 indagati, tra cui politici (abuso d'uffici contestato all'ex assessore all'Ambiente, Giancarlo Conta e a Renato Chisso), ex sindaci (l'ex sindaco di Torri del Benaco, Giorgio Passionelli) ed ex magistrati alle Acque di Venezia. Si sta ora cercando di chiarire dove finirono i soldi, quasi due milioni di euro, che il dirigente della Regione Veneto, Fabio Fior, si sarebbe intascato nel corso degli anni. Gli investigatori ritengono infatti che derivino dai gestori delle tre discariche veronesi e che il funzionario si sia fatto affidare i lavori tramite alcune società create appositamente per lavorare sulle bonifiche. In cambio dei lavori avrebbe garantito “protezione istituzionale”, avrebbe evitato le “lungaggini burocratiche” e “aggravi economici”. A spiegarlo è il Corriere Veneto che puntualizza come in ogni caso il dirigente della Regione non avrebbe potuto accettare l’incarico, dato il conflitto d’interessi con le sue responsabilità in Regione.

PIOGGIA DI FINANZIAMENTI ALLE DITTE "VICINE": ARRESTI E INDAGATI IN REGIONE

La ricostruzione passa anche per i documenti creati ad hoc con la presunta complicità dell’ex segretario Paolo Zecchinelli dell’assessore all’Ambiente dell’epoca (2005-2010), Giancarlo Conta. Gli investigatori si sarebbero concentrati soprattutto sulla discarica di Caluri. ossia quando i gestori della “Bastian Beton” avevano consegnato alla Direzione per la Tutela dell’ambiente  del Veneto il progetto per le modifiche all’impianto. Nello stesso giorno il dirigente Fior avrebbe compilato la richiesta di autorizzazione per il collaudo della discarica e grazie alla quale, sempre nelle ipotesi degli inquirenti, lo stesso funzionario avrebbe incassato oltre 31mila euro dai gestori. Sempre Fior ha poi presieduto la Commissione tecnica che espresse parere positivo al progetto. Stesso modus operandi sarebbe stato attuato per gli impianti di Ca’ Bianca e Casette e per cui avrebbe ottenuto profitti per quasi 20mila e 18mila euro. Spiega il quotidiano locale che

Ascoltati dagli inquirenti, i titolari della Bastian Beton di Caluri hanno negato di aver subito pressioni per rivolgersi a Fior. Semplicemente «era pratico del mestiere». Così pratico da aver riscosso, per la sua attività esterna di collaudatore tra il 1997 e il 2012, la cifra di 1.903.440 euro. A questi si aggiungono, secondo la ricostruzione degli inquirenti, i soldi transitati per la società Eos Group che avrebbe assunto una posizione «dominante» in Veneto nella veste di «terzo controllore»: la società è risultata «controllare» circa la metà degli impianti del Veronese

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