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Verona, i "furbetti" assenteisti in Lessinia patteggiano: non perderanno il posto

I sette dipendenti sorpresi più volte al bar o a fare la spesa in orario d'ufficio: i carabinieri li beccano in video. Loro scelgono la via meno grave davanti al giudice. Per tutti pena sospesa. Attesi provvedimenti disciplinari

Li conoscevano, sapevano dove lavoravano e alcuni si domandavano anche "quando" lavoravano, dato che non di rado li trovavano a spasso: a fare la spesa, al bar, con i figli. Lo scandalo dei "furbetti del cartellino" alla Comunità montana della Lessinia, nella sede di Bosco Chiesanuova aveva coinvolto sette dipendenti. Le accuse erano a vario titolo, "assenteismo" e "truffa ai danni dello Stato". Timbravano il carrellino di ingresso ma poi non si curavano di strisciarlo nuovamente se abbandonavano l'ufficio per le più disparate motivazioni. I fatti accertati, dai carabinieri e dalla Procura, si sarebbero condensati tra il 19 novembre 2012 e il 15 aprile 2013. Beccati praticamente in flagrante, con decine di testimoni pronti a confermare, i sette imputati hanno scelto la via del patteggiamento. Difficile negare l'evidenza delle riprese delle telecamere installate e nascoste dagli investigatori. E giovedì mattina si sono presentati davanti al giudice Laura Donati per la lettura della sentenza.

Per loro è stata disposta la sospensione della pena: dunque si è arrivati ad una anno di pena e mille euro di multa per il dirigente dell'area Agricoltura, Giovanni Beccherle, 59 anni, il funzionario Michele Benedetti, 59, i tecnici amministrativi Chiara Castagna, 35, e Michele Valbusa, 42enne, e il responsabile dell'Economato, Andrea Massella, 44 anni. Hanno patteggiato multa da 650 euro e dieci mesi di pena, invece, il responsabile dell'area Finanza, Renzo Marconi, 46  anni, e quello dell'area Amministrativa, Renzo Simonati, 54.

ASSENTEISTI IN LESSINIA: "TIMBRAVANO IL CARTELLINO E SE NE ANDAVANO"

In base a ciò che riportano i quotidiani locali, i sette dipendenti hanno già risarcito l'ente, circa 10mila euro, per le assenze accertate. Nessuno di loro, a quanto pare, sarà cacciato dalla scrivania. Il presidente della Comunità montana, Guido Pigozzi non avrebbe intenzione di "accanirsi" nonostante le responsabilità accertate visto che nessuno di loro ha precedenti penali a carico e che ognuno da restituito le somme a danno pubblico. Ci saranno conseguenze disciplinari, quelle sì. Per ora, tuttavia, non è dato saperle. Si sa, invece, quello che combinavano i dipendenti in orario di ufficio: portavano la nipotina a scuola, dichiaravano di essere costretti a "missioni fuori sede" per ore (senza arrivare mai a destinazione), andavano a fare la spesa al supermercato. A "spese", è il caso di dirlo, dei cittadini.

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