Verona, grattacapi del Comune sui parcheggi: Sì all'Arsenale, scontro su San Zeno e Capuleti

Lavori che ripartono dopo i pareri della Soprintendenza e altri che si interrompono. Per il park di piazza Corrubbio l'impresa realizzatrice ora minaccia di portare l'amministrazione in tribunale: "Contratto non rispettato"

E’ arrivato l’atteso “Sì” da parte della Soprintendenza ai Beni culturali per il cantiere del parcheggio all’ex Arsenale. Ora i lavori potranno ripartire. Lo stop era arrivato a inizio dicembre, poiché mancava un documento, il cosiddetto “parere” sul diritto di superficie. Il progetto, in project financing con Saba Italia e costruzione affidata all’impresa Fedrigoli, prevede la realizzazione del garage a due piani interrati da 348 posti auto a Borgo Trento. Andrà a sostituire quello a raso già esistente. I lavori all’ex Arsenale erano iniziati demolendo alcuni muri e abbattendo gli alberi attorno alla zona di scavo. Successivamente erano stati avviati i carotaggi per verificare l’assenza di eventuali ordigni bellici.

Ma se l’amministrazione tira un sospiro di sollievo all’Arsenale, ecco che cominciano i problemi in piazza Corrubbio, San Zeno. Sempre di parcheggi si tratta e stavolta la battaglia potrebbe finire in tribunale: l’impresa Rettondini ha accusato il Comune di essere causa della difficile situazione economica in cui versa l’impresa di costruzioni. Secondo la ricostruzione dell’azienda, che ha realizzato in project financing il parcheggio, il mancato impegno dell’amministrazione sulle opere preventivate e mai realizzate avrebbe provocato un debito di 2,7 milioni di euro. Nella fattispecie, sono state contestate inadempienze contrattuali relative al pagamento dei lavori imposti dalla Soprintendenza, oltre un milione di euro, agli 86 posti auto diminuiti rispetto alla stima iniziale e persino alla mancanza delle modifiche della viabilità e della sosta a San Zeno, che avrebbero potuto convogliare le auto negli stalli a pagamento di Rettondini. Lo spiegano i quotidiani locali, anticipando la battaglia che il Comune intende affrontare, anche nelle aule di giustizia. Spiega all’Arena, l’assessore alle Infrastrutture, Enrico Corsi che

“diversi mesi fa la Rettondini ci aveva proposto, come contropartita, di poter gestire per quattro anni 800 stalli di sosta a pagamento in superficie in città ma a noi appariva esagerata. La nostra controproposta era di prolungare la concessione alla ditta e di dare in gestione gli 800 stalli per sei mesi, ma la Rettondini non ha accettato. Ci ha mandato dunque una lettera in cui ci chiede un risarcimento danni per 34 milioni. E qualche giorno fa ce ne ha inviata un'altra in cui ci ha detto che, non avendole permesso di gestire il parcheggio, ci chiede di prenderlo in gestione, cedendo la concessione al Comune, che dovrebbe pagarla. Per noi è inaccettabile e quindi non ci resta che adire le vie legali”

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E non finisce qui. L’amministrazione cittadina non smentisce certo le difficoltà riscontrate sulla costruzione dei parcheggi. Altri due fronti sono aperti: uno al parcheggio “Ospedale”, in via De Lellis, a Borgo Trento, l’altro in lungadige Capuleti. Nel primo caso si deve tentare di sopire la polemica riguardo al prezzo di accesso: fin da subito il garage multipiano costruito nelle vicinanze dell’ospedale Maggiore ha creato polemiche per gli alti costi del ticket. Il risultato è che gli automobilisti preferiscono far qualche passo in più o persino adoperarsi nella “sosta selvaggia”. E il parcheggio rimane vuoto. Per questo l’assessore Corsi avrebbe intenzione di incontrare i vertici di Saba Italia, che ha il parcheggio in gestione, per cercare di calmierare i prezzi. Su lungadige Capuleti, invece, il problema è relativo all’impresa di costruzioni Cangrande che avrebbe deciso di lasciar perdere l’appalto. Nei giorni scorsi il Comune ha fatto partire un altro ultimatum per sollecitare il termine dei lavori e il ripristino della carreggiata. La penale ammonterebbe a sei milioni. Sul park Capuleti sarebbe così arrivato l’interessamento di una ditta, la Viberto, che avrebbe proposto di subentrare alla cooperativa Cangrande.

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