Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Strada la Rizza

Verona, gomme forate e falsi incidenti per arrivare dentro le auto: sgominata banda di ladri sinti

Con l'accusa di associazione per delinquere oltre una decina di arresti sono stati eseguiti. Sirene e agenti si sono diretti, per la maggior parte, nel campo nomadi di Verona. Svolta dal dialetto imparato da un poliziotto

Non sarebbero riusciti a trovare facilmente, dato il grande senso di omertà, un "collaboratore" della stessa etnia. E così per arrivare a loro un ispettore di polizia si è imparato il loro dialetto e ha tradotto le telefonate intercettate. Fino a quando non ha capito il modus operandi della banda. La Squadra Mobile della polizia di Verona ha sgominato, alle prime ore di mercoledì, una gang di Sinti residenti in un campo nomadi scaligero e ritenuti responsabili di decine di furti sulle auto. Dieci gli arrestati per associazione a delinquere, quasi tutti residenti nel campo nomadi di Castel d'Azzano. La polizia ha ricostruito che, solitamente in coppia, colpivano principalmente fotografi professionisti arrivati per lavorare su competizioni sportive italiane e internazionali.

Sirene e agenti si sono diretti, per la maggior parte, nel campo nomadi, ad eccezione di un moldavo che ricettava le apparecchiature rubate nei paesi dell'Est Europa. In casa di quest'ultimo, in zona Santa Lucia, è stata ritrovata refurtiva degli ultimi dieci giorni. Obiettivo della banda erano le macchine fotografiche professionali, del valore superiore anche a 15mila euro, ma non disdegnavano nemmeno cellulari e tablet soprattutto di marca Apple, stesso nome dato all'operazione di polizia. La merce veniva poi spedita completa di valigie e rivenduta a meno della metà.

Le indagini erano iniziate nel 2012 dopo la denuncia di una serie di furti in zona Stadio e alla Fiera. Diversi anche i colpi in provincia: da Malcesine a Zevio e a San Martino Buon Albergo, in supermercati e centri commerciali. Nella maggior parte dei casi spaccavano il vetro e dopo aver aperto la porta della macchina portavano via le attrezzature. In altri episodi Sinti avevano agito con le più svariate tecniche di "distrazione": dalle forature delle gomme delle auto delle vittime e falsi incidenti. A dare la vera e propria svolta alle indagini è stata poi la traduzione in italiano del dialetto Sinti, appreso da un ispettore dopo il ritrovamento in un archivio del "Vocabolario Sinti delle Tre Venezie": dopo aver decifrato parola per parola le conversazioni intercettate al telefono, è riuscito a scoprire come agiva la banda.

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