menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Verona, il giudice: "Rischia di inquinare le prove". L'ex vicesindaco Giacino rimane in carcere

Nessuna revoca deli arresti anche per la moglie, Alessandra Lodi. Gli avvocati pronti alla battaglia davanti al Tribunale della Libertà di Venezia. La donna è ai domiciliari ma può comunicare con l'esterno

Lui resta dietro le sbarre, nel carcere di Montorio, lei ai domiciliari, nel grande appartamento (già oggetto di contestazioni e sospetti) di Borgo Trento. Alessandra Lodi avrà comunque la possibilità di comunicare con l'esterno, mentre non sono stati cocessi gli stessi benefici al marito, l'ex vicesindaco di Verona, Vito Giacino. Il giudice per le indagini preliminari, Guido Taramelli, ha deciso di non concedere la revoca degli arresti: si attendeva la sua risposta alla richiesta degli avvocati difensori della coppia. Le indagini sono ancora in corso e resteranno agli arresti anche per il pericolo di "inquinamento delle prove".

Entrambi sono accusati di concussione e corruzione nell'ambito dell'inchiesta che coinvolge un imprenditore edile, Alessandro Leardini, che ha confessato di aver versato almeno 600mila euro sotto forma di tangenti tra il 2008 e il 2013 e promesse per altri un milione e 270mila euro. Tutto finalizzato, secondo la Procura, ad acquisire lotti destinati alla costruzione di immobili residenziali. Si suppone che i contatti ci siano stati per aree a Montorio, Porto San Pancrazio, San Michele Extra, Quinzano. Tuttavia la battaglia per scarcerare l'ex vicesindaco e la moglie continua, dato che i legali hanno già presentato istanza al Tribunale della Libertà di Venezia. Solo quando la Procura dichiarerà di aver concluso le indagini, evidentemente, i due coniugi potrebbero tornare liberi. Come spiega L'Arena, entrambi gli accusati hanno cercato di spiegare le loro ragioni al giudice

Durante gli interrogatori di garanzia, l'ex vice sindaco aveva risposto alle domande del gip Taramelli per quasi tre ore, fornendo anche documentazione tesa a provare la sua estraneità alla corruzione. Allo stesso tempo, anche la Lodi aveva depositato una memoria difensiva che provava la regolarità delle sette fatture per consulenze, emesse tra il 25 novembre 2010 e l'11 marzo 2013 alle società di Leardini tra le quali la Legnaghese cantieri spa, la Gardesana sviluppo e la Belea Costruzioni edili spa pari ad un valore di 178 mila euro. Nell'interrogatorio del 19 febbraio scorso, però, la moglie di Giacino, difesa da Filippo Vicentini e Apollinare Nicodemo, si era avvalsa della facoltà di non rispondere.
Anche le dichiarazioni dei dirigenti del Comune, prodotte dall'avvocato Filippo Vicentini, non hanno sortito l'effetto sperato dalla difesa. A parere del gip, i funzionari di Palazzo Barbieri hanno affermato di non aver ricevuto pressioni da Giacino nell'espletamento delle pratiche edilizie perchè altrimenti sarebbero diventati correi dell'ex vice di Tosi

Nel frattempo sarebbe stata avviata un'indagine interna all'Ordine degli avvocati di Verona, nei confronti di Giacino e Lodi, entrambi avvocati professionisti. Nelle prossime settimane si potrà sapere se l'Ordine professionale intende intraprendere azioni disciplinari e di quale portata. Il quotidiano locale ventila l'ipotesi che i due coniugi potrebbero essere raggiunti da una sospensione cautelare.

In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

VeronaSera è in caricamento