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Cronaca Centro storico / Piazza Bra

Verona, Giacino a tu per tu con il giudice: "Smonterò ogni accusa contro di me: nessuna tangente"

L'ex vicesindaco di Verona chiede un interrogatorio privato in presenza del pm che gli ha contestato corruzione concussione per oltre 670 mila euro di mazzette che avrebbe incassato dall'imprenditore edile

Mazzette non c’erano per sveltire le procedure immobiliari ma gli affari per costruire l’imprenditore edile legnaghese gli avrebbe fatti grazie alle norme che regolavano le aree di edilizia economico-popolare. Grazie alla Finanziaria 2007 del governo, infatti i terreni acquistati per 4 milioni sarebbero poi stati valutati in 22. Questa è una delle tesi che l’ex vicesindaco Vito Giacino, anche assessore all’Urbanistica del Comune di Verona, presenterà al giudice Giuliana Franciosi, negli uffici del palazzo di Giustizia. Un interrogatorio a cui lui stesso ha chiesto di essere sottoposto, per smontare una ad una le accuse di corruzione e nuova concussione.

Secondo il pm Beatrice Zanotti l’imprenditore di Legnago avrebbe versato almeno 500mila euro in contanti e altri 170mila sotto forma di fatture. Nel mirino, oltre a Giacino, c’è anche la moglie, Alessandra Lodi. I coniugi sono entrambi ai domiciliari. Nel colloquio con il giudice verranno passati in rassegna tutti i progetti menzionati nel corso dei mesi e riferiti agli anni 2007-2008 e fino all’anno scorso: le aree Peep, la zona Passalacqua, il terreno di Porto San Pancrazio (per il quale il costruttore aveva precisato sarebbe servita una tangente da 110mila euro) il Piano degli interventi e San Michele (per cui l’imprenditore edile è in causa contro il Comune e avrebbe sborsato 300mila euro per la variante). Altri presunti “affari” tra Leardini e Giacino saranno presi in esame. L’ex vicesindaco dovrà parlare anche del presunto tariffario per rendere edificabili alcuni lotti, in tutta la città, e le cene di lusso (così come le trasferte all’estero) che il costruttore avrebbe pagato di tasca sua all’ex amministratore e braccio destro di Tosi. La prima a rivolgere le domande all’ex vicesindaco sarà proprio il pm Zanotti. Come spiega il Corriere Veneto si dovrà passare in rassegna sei anni della vita amministrativa e personale dei Giacino.

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