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Verona, Giacino e gli sms al sindaco Tosi. Lui sfida la Procura: "Il pm renda pubblici i messaggi integrali"

"Nulla avevano a che fare con le indagini e con le pratiche oggetto di indagine, ma riguardavano grandi temi della città che lui aveva seguito come vicesindaco". Il Pd all'attacco: "Grave interferenza all'attività giudiziaria"

"Invito, per un fatto di trasparenza la pm Zanotti a rendere pubblici integralmente tutti gli sms che Vito Giacino ha mandato al sottoscritto nel periodo intercorso tra le sue dimissioni dalla carica di vicesindaco e assessore all'urbanistica e la sua traduzione a Montorio e le risposte che il sottoscritto ha mandato a Giacino". Usa il guanto della sfida il sindaco di Verona, Flavio Tosi, contro la Procura di Verona, che da mesi sta portando avanti l'inchiesta sulle presunte tangenti che un imprenditore edile di Legnago, Alessandro Leardini, avrebbe consegnato all'ex vicesindaco e alla moglie Alessandra Lodi, sottoforma di consulenze. Il periodo che interessa a Tosi è quello compreso tra il 15 novembre 2013, data delle dimissioni irrevocabili di Giacino dalla carica in Comune (tramite una lettera), al 17 febbraio scorso, giorno del suo arresto e trasferimento nel carcere di Montorio. "In questo modo tutti i cittadini di Verona potranno - conclude Tosi - come già il pm, rendersi conto che essi nulla avevano a che fare con le indagini e con le pratiche oggetto di indagine, ma riguardavano grandi temi della città che lui aveva seguito come vicesindaco".

A quello stesso "invito" del primo cittadino scaligero, ha risposto per le rime il capogruppo in Consiglio comunale del Partito democratico, Michele Bertucco. "Il sindaco  - spiega l'esponente del centrosinistra - farebbe bene ad astenersi dall'interferire nell'indagine giudiziaria in corso nei confronti del suo ex vice, dedichi piuttosto le energie che gli rimangono a spiegare alla città che cosa sta accadendo nella sua amministrazione. Tosi dovrebbe sapere che le modalità di pubblicizzazione degli atti di una inchiesta sono regolamentate dalla legge e non avvengono su richiesta del sindaco o di qualcuno degli interessati. E' già abbastanza grave il fatto che Giacino continuasse ad occuparsi di temi inerenti all'urbanistica anche dopo le proprie dimissioni e che inviasse istruzioni o consigli di comportamento direttamente al primo cittadino. Non peggiori ulteriormente le cose con richieste fatte solo a scopo propagandistico. La città chiede solo trasparenza e rispetto della legalità".



 

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