Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca Montorio / Raccordo Autostradale Verona Est

Verona, furti a ripetizione, non si salva nulla: via ori e cimeli. Dal cantiere spariti 60mila euro di cavi

Sfilza di denunce nella zona est della città e altri stranieri identificati. A Gazzo nella notte banditi in azione per sradicare le grandi bobine in una cabina elettrica. Facendolo provocano lo sversamento di oltre 30 litri di olio in un pozzo

Non passa giorno che non ne venga denunciato uno. Giovedì però ne sono stati rilevati ben cinque. Un'altra serie di furti avvenuti tutti nella zona est della città ad eccezione di uno su cui stanno indagando i carabinieri della Bassa. L’episodio dalle conseguenze maggiori si è verificato in località Perazze dove, nella notte di mercoledì, alcuni malviventi si sono introdotti nel cantiere di una cava. Forzata la catena del cancello d’accesso, si sono poi concentrati sulle centraline e sui quadri elettrici. Da lì, dal piazzale e da un pozzetto di derivazione, sono riusciti a prelevare molti metri di cavi di rame, per un valore stimato intorno ai 60mila euro. Sul posto, quindi, a seguito della Volante, è sopraggiunta anche la polizia scientifica per effettuare tutti i rilievi necessari sugli attrezzi utilizzati dai ladri, alcuni dei quali abbandonati sul posto.

Un secondo episodio furtivo si è svolto in un’abitazione in località Mizzole, dove un 57enne rientrando a casa, e trovandola a soqquadro, ha scoperto che sconosciuti, nella mattinata, si erano impossessati di una cassettina di sicurezza contente una collezione di monete di poco valore. Più sfortunati sono stati due coniugi residenti ai confini di Borgo Venezia, i quali, rincasando nel tardo pomeriggio, hanno trovato una finestra aperta e diverse impronte sul pavimento. In questo caso i ladri sono riusciti ad asportare diversi gioielli in oro e brillanti e due vecchi telefoni cellulari.

Qualche ora prima, invece, a contrada Nesente un altro furto in abitazione è stato sventato grazie alle urla di due inquiline, madre e figlia, le quali, accortesi dei ladri, hanno subito chiamato il 113. Un altro colpo è stato tentato nella notte di giovedì da alcuni malviventi che si sono introdotti nei locali amministrativi di un supermercato di Porto San Pancrazio, senza però trovare nulla da portar via.

Più danni ancora li hanno fatti i banditi che sono entrati in azione a Gazzo Veronese, nella notte tra mercoledì e giovedì. Anche nelle campagne di San Pietro in Valle razzia di rame ma con annessi problemi. I furfanti ignoti che hanno preso di mira una cabina elettrica nell'oasi naturalistica del Busatello hanno infatti provocato lo sversamento di oltre 30 litri di olio in un canale, la fossa bassa, che poi si convoglia nel Canalbianco verso Ostiglia (Mantova). Sarebbero entrati passando dalle campagne di San Pietro in Valle. Una volta dentro la cabina, si sono messi all'opera sradicando le imponenti bobine dei trasformatori che alimentano le turbine della palude. A causa di ciò hanno causato la fuoriuscita del liquido che le proteggeva e che poi si è sversato nel pozzo vicino alla cabina. A notare la razzia notturna sono stati i tecnici comunali che poi hanno chiamato i carabinieri, i vigili del fuoco e gli esperti dell'Arpav, competenti in materia di inquinamento ambientale. I pompieri sono intervenuti verso le 11 e hanno posizionato una barriera assorbente per limitare i danni alle acque.

Oltre alla raccolta di denunce e l'avvio delle indagini, continua metodicamente anche l’attività preventiva della polizia di Stato, grazie anche ai costanti controlli sul campo operati dagli uomini della Squadra Volanti. Su segnalazione di una cittadina veronese, sempre giovedì, gli agenti hanno individuato all’interno del parco dell’ex Zoo tre giovani rumeni di età compresa tra 25 e 27 anni e già conosciuti dalle Forze dell’ordine per dei passati casi di truffa. Essendo tutti senza documenti sono stati accompagnati in questura e identificati tramite procedure di fotosegnalamento. Stessa sorte è toccata ad un algerino 31enne, notato negli stessi momenti, che è risultato essere in violazione di un decreto di espulsione emesso dalla questura di Brescia.

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