Cronaca Porto San Pancrazio / Viale Stazione Porta Vescovo

Verona, fornisce il nome di un ricercato: arrestato tunisino

Scelta poco opportuna, quella di un 47enne che sostava nell'androne di un palazzo a Porta Vescovo, esibire i documenti fotocopiati di un pregiudicato di Trento. I carabinieri se ne sono accorti in caserma

Aveva finto di non capire l'italiano e poi di abitare in una casa non sua per sfuggire ai controlli dei carabinieri. In più aveva fornito una falsa identità, riconducibile ad un ricercato. È stata una circostanza inusuale quella in cui si sono imbattuti i militari, la notte tra domenica e lunedì, a Verona. Chiamati da un cittadino che vedeva sostare uno straniero nell’androne del palazzo, nei pressi di Porta Vescovo, si sono trovati di fronte ad una situazione paradossale. Lo straniero ha inizialmente finto di non conoscere la lingua italiana e poi aveva indicato una porta come segno che era in attesa di un conoscente. Alla richiesta più insistente dei carabinieri aveva quindi esibito la fotocopia sbiadita di un documento d'identità, sufficiente a verificare il nominativo alla Banca dati.

Dall’accertamento era tuttavia emerso un mandato di arresto, nei suoi confronti, emesso dalla Procura di Trento. Non appena l’uomo aveva compreso la situazione, aveva suonato al campanello della porta, facendo intendere ai militari di volere entrare in casa. Qualcosa non quadrava, però. Sul campanello erano riportati i cognomi di due italiani e, non appena una donna aveva aperto la porta, il tunisino aveva cercato di svicolarci dentro. I militari a quel punto hanno dovuto bloccarlo e ammanettarlo per evitare che fuggisse.

Una volta in caserma si era proceduto al fotosegnalamento, ma dall'operazione era risultato che il nome vero non era quello fornito, bensì un altro, Mohamed Hedi Tlili, 47enne cittadino di origine tunisina. Quello riportato nel documento d'identità fotocopiato risaliva infatti al ricercato di Trento. Comparso nella mattinata di lunedì davanti al giudice Giorgio Piziali, l’arresto è stato convalidato. Visti i numerosi precedenti, nonché l’irregolarità sul territorio nazionale, è stata emessa l'ordinanza di carcerazione fino al processo.

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