Verona, "Forconi" ancora in protesta dal casello A4 di Soave: rallentamenti e code

Volantinaggio alle rotatorie della zona, disagi sulla Regionale 11 per i manifestanti in movimento sulla strada. La nebbia fittisima impone il divieto ai blocchi della circolazione. Sostegno dai passanti

Sulla carta dovrebbe essere l'ultimo giorno di protesta, nonostante gli annunci di portar avanti la battaglia "ad oltranza". Il presidio del movimento dei "Forconi", o "Movimento 9 dicembre" continuerà comunque per tutta la giornata di venerdì e poi si vedrà. I manifestanti non demordono e continuano con il volantinaggio sulle strade, provocando rallentamenti al traffico e code. Per motivi di sicurezza polizia e carabinieri hanno imposto il divieto di blocchi stradali. La nebbia è fittissima dalle prime ore della giornata e sulla strada si procede a rilento anche oper questo motivo. Le zone a pià alta concentrazione di manifestanti sono in coincidenza delle rotonde: da Soave verso la Porcilana e la rotatoria Belfiore, poi quella all'ex casello di Soave e in località Grena.

Rallentamenti sulla Regionale 11, dove per certi tratti si procede a passo d'uomo, come da tre giorni a questa parte. Importante è il risultato ottenuto, secondo i manifestanti, nel presidio che ormai dura da domenica sera e che ha visto, nel corso della settimana, svariati blocchi al traffico autostradale, in entrata e uscita, in corrispondenza del casello della A4 Soave-San Bonifacio. Nel giro di qualche giorno gli automobilisti sono diventati più comprensivi e in molti dichiarano il proprio sostegno all'iniziativa, anche se poi proseguono diritti verso i prorpi impegni.

Ma le proteste non si fermano a Soave. Analogamente a quanto era accaduto martedì scorso con una sfilata non autorizzata, alcuni studenti hanno organizzato un altro corteo per le strade del centro. Sarebbero stati almeno 800 i partecipanti che si sono riversati sulle strade dopo il passaparola sui social network. Forze dell'ordine tengono d'occhio la situazione. Non sarebbero stati registrati incidenti.

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Dal "Movimento 9 dicembre" a quella degli studenti, quella dei giovani medici, quella dei lavoratori teatrali e infine quella degli operai delle Officine Ferroviarie Veronesi. Tutta la provincia è in subbuglio in quello che era già stato annunciato periodo "caldo" a dispetto delle condizioni metereologiche. Da giorni i lavoratori di lungadige Galtarossa manifestano con sit-in e presidi davanti alla sede dell'azienda, nei dintorni di ponte San Francesco, punto di snodo nevralgico per il traffico cittadino. Rallentamenti e code si sono verificati da inizio settimana, con gli operai impegnati in piccoli cortei e fermi in mezzo alla strada con striscioni e bandiere. Il motivo è quello del lavoro, certo, anche se le commesse non mancano.

Ma a far alzare il tiro della protesta dei lavoratori delle Ofv è la scadenza dei pagamenti. Quelli che Trenitalia e Ansaldo devono alle Officine veronesi da tempo. La società deve assolutamente mettere mano a quei soldi per giustificare la continuazione dell'attività davanti al giudice da parte del commissario del Governo. In bilico ci sono 204 dipendenti a cui il 13 dicembre scadono gli anticipi delle banche alla Cassa integrazione straordinaria. Manca infatti anche la proroga al provvedimento dal Ministero. Proteste sono state annunciate anche per la giornata di domani.

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