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Verona, folle di gelosia, picchia ripetutamente la moglie davanti ai figli: "Rincasi tardi, mi tradisci"

Calci, schiaffi, graffi e pugni "anche sulla schiena" del 31enne di Bussolengo alla moglie coetanea in presenza dei piccoli. I carabinieri fanno irruzione di notte e trovano la donna disperata e loro in lacrime

Sono dovuti intervenire i carabinieri per sedare l'ultima violenta discussione nata in una famiglia veronese residente sul Garda. E' stata la donna, vittima di soprusi, a chiamare il 112 per fermare il marito violento, che si era accanito su di lei con calci, pugni e schiaffi. E non era la prima volta, dato che secondo le ricostruzioni episodi del genere sarebbero avvenuti almeno altre quattro volte, negli ultimi due mesi. Tutto legato alla gelosia, dato che ai carabinieri non era arrivata nessuna segnalazione di disagio nel corso degli anni.

Lui, magazziniere 31enne di Bussolengo, era convinto infatti che la moglie, sua coetanea, lo tradisse. Sospetti che secondo lui erano suffragati dal fatto che lei rientrava a casa ogni sera alle 21e30, anche se il suo turno finiva oltre un’ora prima. E allora ecco che alla donna toccava, sempre più spesso, subire le sfuriate del consorte, condite anche con graffi, schiaffi e pugni. E’ successo così anche nella notte di martedì. La chiamata al 112 è arrivata verso le 2 ma la lite continuava dalle 22e30. Quando i carabinieri sono giunti nell’abitazioni hanno trovato i due figli piccoli in lacrime e la moglie disperata e con qualche livido. Negli ospedali della zona lei era già comparsa un paio di volte, per escoriazioni e contusioni dovute alla “discussioni” violente con il marito. Motivo dell’ultima lite sarebbe stata la lettera di divorzio che, secondo i quotidiani locali, sarebbe stata recapitata all’uomo dall’avvocato della moglie.

Il 31enne, però, stavolta non se l’è cavata: ai suoi polsi sono scattate le manette ed è stato rinchiuso per una notte in cella aspettando la direttissima (data la flagranza di reato). I militari prontamente sopraggiunti nell’abitazione dove si era scatenata l’ennesima lite violenta, hanno proceduto all’arresto in applicazione delle nuove norme per il contrasto della violenza di genere, che hanno l'obiettivo di prevenire il femminicidio e proteggere le vittime. La Convenzione del Consiglio d’Europa ha reso infati più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e di atti persecutori (stalking). Tali norme prevedono l’arresto qualora il delitto di maltrattamenti in famiglia sia perpetrato in presenza di minorenni: i carabinieri di Peschiera del Garda, alla vista dei figli terrorizzati dall’aver assistito all’ennesima lite violenta della giovane coppia, non hanno pertanto esitato ad ammanettare il padre.

Il 31enne è stato poi scarcerato in attesa della prossima udienza ma non potrà fare ritorno a casa da moglie e figli. Spiega il Corriere Veneto che la donna è stata trovata dai carabinieri

«seduta all'esterno del portone d'ingresso del condominio, spaventata e sofferente, la quale piangendo riferiva di aver difficoltà respiratorie in quanto il marito l'aveva ripetutamente colpita alla schiena con dei pugni». Sono stati gli stessi militari dell'Arma, martedì sera, ad accompagnarla all'ospedale Orlandi, dove le sono state riscontrate «ferite giudicate guaribili in tre giorni» … Finora, a impedirle di denunciare il marito, «è stata mia madre di origini medionali e cattolica, quindi contraria alla separazione».

La coppia era assieme dal 2007 ma due giorni fa è arrivata la denuncia e la confessione della donna che raccontato che qualche giorno prima era stata costretta a dormire in un Bed&breakfast di Sona per non incorrere ancora nelle ire del marito.

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