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Foto www.arenamuseopera.com

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Verona, flop di Amo a Palazzo Forti: il museo della lirica chiude per cinque mesi

Difficoltà per l'esposizione dedicata agli spettacoli storici in Arena. Le presenze non decollano. I visitatori snobbano le sale in favore di mostre di pittura e altre bellezze. Dall'8 dicembre porte serrate fino in primavera

Un flop? La sfortuna? Bisogna concedere un'altra stagione con il "beneficio del dubbio" ad Amo, Arena Museo Opera, nelle sale di Palazzo Forti. Intanto si è deciso per una chiusura lunga: dall'8 dicembre fino a primavera (data precisa da destinare). Il progetto ideato dalla Fondazione Arena non sembra decollare. Anzi. Con l'esposizione permanente deserta viene da pensare alle spese di personale, utenze, manutenzione, allestimenti. La lirica, insomma, piace, a Verona. Ma solo d'estate. E solo con un palco davanti. Fin dalla nascita, infatti, Amo, ha avuto un'esistenza travagliata, condita di polemiche e rinvii di apertura. Ovviamente si sarebbe passato oltre se le presenze registrate avessero testimoniato un successo. Ma così non è stato.

Come spiega L'Arena, l'inaugurazione era avvenuta in due tempi: nel 2012 l'esposizione permanente al piano nobile del palazzo aveva richiamato qualche curioso per costumi, bozzetti, spartiti e fotografie. Un insuccesso di "comunicazione": il sito annunciava, a metà luglio, l'apertura inaugurale del 23 giugno e nulla più, se non l'indirizzo di via Massalongo, civico 7. Niente orari, niente "info". Amo, coma spiega il quotidiano locale, apre totalmente l'anno successivo ma echeggia ancora la polemica sul costo del biglietto. L'ingresso ai visitatori era stato infatti fissato a 20 euro nei giorni feriali e 22 nei festivi. Solo per grandi appassionati, dunque. Un costo troppo alto anche se, come si era affrettata a spiegare la curatrice Kikka Ricchio, in trasferta da Milano per gli allestimenti, Amo offriva tre mostre in una. Era stata necessaria l'intercessione del sindaco Flavio Tosi con il sovrintendente dell'Arena, Fabrizio Girondini, per abbassare i ticket. Che ora vengono 15 euro. Difficile, anche e soprattutto per altri aspetti, far recepire il museo della lirica alle scolaresche, che di solito affollano le bellezze cittadine. Poche richieste per Amo.

Il confronto tra presenze registrate e prevista, all'8 dicembre, potrebbe seriamente risultare imbarazzante. Per cinque mesi, dunque, Amo sarà costretto a una lunga pausa di riflessione. Si deciderà congiuntamente anche sull'eventuale nomina di un altro curatore. "Riaprirà il museo, considerati i ripetuti fallimenti degli ultimi due anni? E se sì, con quale progettualità?" A chiederlo sono i consiglieri comunali del Pd, Orietta Salemi, neosegretario cittadino, e il capogruppo Michele Bertucco. "Con ogni evidenza - replicano alla notizia i due esponenti - la giunta Tosi e la Fondazione Arena di Girondini non sono in grado da soli di provvedere alla valorizzazione e alla promozione di Verona capitale mondiale della lirica. Si aprano, dunque, alla discussione coinvolgendo il Consiglio comunale, si aprano alla città e alla sue istituzioni culturali che hanno titoli e competenza per esprimere un progetto condiviso capace di rilanciare un'immagine di Verona all'altezza della sua fama internazionale".

Intanto, dalla parte opposta del centro, in piazza Bra, la mostra "Verso Monet, storia del paesaggio dal Seicento al Novecento" non smette di stupire e si avvicina ai 40mila visitatori in meno di un mese. Sabato, al palazzo della Gran Guardia, sede dell'esposizione, sono entrati 2805 visitatori, domenica 3312.

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