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Si finge imprenditore per acquistare terreni ma viene smascherato dai carabinieri

Si aggirava per la zona del lago di Garda ben vestito e a bordo di una berlina di rappresentanza ma in realtà si trattava di un pluripregiudicato di etnia sinti in cerca di uomini d'affari da raggirare

Scoperto un metodo ingegnoso, veloce e sicuro per guadagnare molto denaro, apparentemente senza compiere alcun reato. I Carabinieri della Stazione di Lazise la scorsa mattina sul lungolago hanno fermato e sottoposto a controllo una berlina di rappresentanza, con a bordo un uomo ben vestito che a seguito di verifica è risultato essere un pluripregiudicato di etnìa sinti, residente a Lonato, gravato di numerosi precedenti per truffa.

L’auto era stata presa a noleggio e il pretesto per aggirarsi nel cuore della nostra zona turistica era molto vago. Per tale motivo il soggetto è stato accompagnato in caserma e sottoposto a perquisizione, a seguito della quale sono emersi alcuni biglietti da visita di imprenditori locali; questi, contattati dai Carabinieri, sono apparsi molto sorpresi poiché avevano consegnato le loro referenze a un “imprenditore del vicentino”, apparentemente distinto e benestante, perfettamente corrispondente al nomade nella descrizione. Dalla successiva ricostruzione dell’accaduto, è risultato che il pregiudicato era stato fermato dai militari dopo che aveva preso accordi preliminari con alcuni imprenditori edili del lago di Garda, ai quali si era rivolto fingendo grandi disponibilità economiche, tali da acquistare alcuni lotti di terreno edificabile di elevato valore di mercato, concordando il versamento di 20.000 euro per ciascuno, a titolo di anticipo.

Dal curriculum delinquenziale del nomade si evince che il passo successivo sarebbe stata l’autentica stipula del contratto di compravendita, con l’effettivo versamento dell’anticipo, fissando un successivo appuntamento fra l’ignaro imprenditore gardesano e l’acquirente con al seguito la sua famiglia, per verificare il terreno appena acquistato. Colpo di scena, all’incontro il nomade si sarebbe presentato con il suo seguito e nella sua veste autentica, nelle fattezze più folkloristiche possibili, ovvero con tutte le roulotte, i camper, le giostre e i cani dei gitani, suscitando la tipica reazione dell’imprenditore, atterrito alla sola idea di affiancare un simile caravanserraglio alle villette dei turisti nordeuropei, allontanando qualsiasi altro potenziale acquirente degli ulteriori lotti edificabili.

In conclusione i nomadi, messi alla porta, sarebbero tornati affiancati dal loro avvocato per pretendere la rigorosa applicazione dell’art.1385 del codice civile, secondo cui se il venditore recede dal contratto è tenuto a versare il doppio della caparra ricevuta. Cosa che puntualmente si verificava nei casi precedenti, peraltro nel rispetto della legge. In questo caso i Carabinieri hanno bloccato sul nascere le intenzioni del nomade, che è stato espulso da Lazise con un foglio di via obbligatorio, che si somma a quelli già presenti nel suo curriculum. Invitiamo pertanto chi avesse subìto simili episodi a segnalarli tempestivamente, ricordando che per evitare tali problemi alcuni imprenditori hanno sostituito la caparra confirmatoria con la caparra penitenziale, che ai sensi dell’art.1386 del codice civile prevede che in caso di recesso del contratto sia restituita senza alcun sovrapprezzo.

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