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Verona, finanziamenti per l'elezione di Tosi e Technital. Opposizione scatenata: "Più trasparenza"

Il sindaco citato dal costruttore Baita, arrestato per tangenti a Venezia e ad della "Mantovani" entrata nella compagine che realizzerà il Passante delle Torricelle. La replica: "Quella società lavora in tutto il mondo"

Aveva dichiarato che la lista dei suoi finanziatori era stata messa a disposizione da lui stesso in Procura. Ciò non toglie che è bastato che il nome del sindaco di Verona, Flavio Tosi, apparisse nelle dichiarazioni di Piergiorgio Baita, potente ex amministratore delegato della “Mantovani costruzioni” per scatenare una serie di reazioni nell’opposizione politica, sia dentro che fuori al Comune. Baita ha confessato un finanziamento per la campagna elettorale di Tosi di 15mila euro, versati attraverso una società dell’ingegnere Luigi Dal Borgo, uno degli imprenditori arrestati durante l’inchiesta per corruzione sul progetto delle dighe mobili del Mose di Venezia. Il sindaco ha replicato che si tratta di un finanziamento regolare e di cui i magistrati veronesi sono del tutto informati. Ma a smuovere l’opposizione contro Tosi è anche il “fattore” Technital, l’azienda veronese che ha progettato alcune opere lagunari e che è coinvolta nella costruzione del Passante nord autostradale di Verona. Così, mentre il Comitato anti traforo delle Torricelle ha voluto precisare che “il Comune ha affidato la concessione per il Passante nord proprio alla Mantovani Costruzioni che è entrata a far parte della compagine Technital successivamente alla gara come ausiliare ma che «con il 69 percento delle quote diventa il soggetto principale», il Partito Democratico scaligero, per voce del suo capogruppo in Consiglio comunale, Michele Bertucco, è tornato all’attacco.

“Il finanziamento ricevuto dalla cricca del Mose sarà pure legittimo, ma Tosi non può farci credere che Gesù è morto dal freddo - commenta Bertucco -. La Mantovani ha rilevantissimi interessi a Verona in quanto è a capo della cordata che vorrebbe costruire il traforo delle Torricelle, opera difesa a spada tratta dalla sua amministrazione malgrado le evidenze della sua illogicità e inutilità e malgrado esponga le finanze veronesi con un convenzione pubblico-privato fortemente penalizzante per le casse comunali.
Un altro nome che da Venezia arriva fino a Verona è quello della cooperativa Co.Ve.Co, parte dell'associazione di imprese che si sono aggiudicate la riqualificazione della Passalacqua”.

Continua Bertucco: “Di nomi potrei farne ancora perché dagli uffici comunali ho appreso chi si cela dietro le finanziarie di Technital (il cui riferimento preciso è apparso sulla stampa). Il vincolo al segreto mi impedisce di rivelarli ma posso dire che appaiono fondate sia le indiscrezioni giornalistiche che ipotizzano la presenza di un sistema di scatole cinesi sia quelle che vorrebbero ricondurne il controllo ai Mazzi. A Verona emerge ancora prepotentemente il bisogno di fare trasparenza: se l'assessore Toffali ci presenta il project financing come lo strumento più sicuro per "blindare" l'assegnazione dei servizi alle aziende pubbliche veronesi, cosa dovremmo pensare dei rapporti tra l'amministrazione comunale e i Baita e i Mazzi a capo della cordata del Traforo? Domani, giovedì, in Consiglio chiederemo al Sindaco di dare un segno in questo senso, rendendo noti i suoi finanziatori per lo meno ai consiglieri comunali”.

E su Technital Tosi non si preoccupa, come spiega sul Corriere Veneto:

«Che cosa dovrei dire io a riguardo? Technital è una delle più grandi società di progettazione d'Italia, non lavora certo solo a Verona, ma in tutto il mondo», sottolinea Tosi. Technital - oltre al traforo - è parte anche della cordata per il filobus e progetta il futuro collettore del Garda; inoltre ha recentemente ricevuto due incarichi da Agsm per valutare l'acquisto di due centrali idroelettriche nella Repubblica Serba di Bosnia. «Cosa si dovrebbe fare adesso? Chiuderla e mandare a casa i suoi 500 dipendenti, tutti grandi professionisti? Non scherziamo - continua Tosi - Noi, come tutti i committenti di opere di Technital, siamo tranquillissimi». Quanto ai veri proprietari, schermati da fiduciarie, «c'è un chiaro obbligo di legge che prevede di renderli noti all'amministrazione».

Ci va giù pesante anche Forza Nuova Verona, che non ha mai risparmiato nulla al sindaco. “Attendiamo con ansia - spiega il coordinatore provinciale Francesco Alverà - che si faccia luce sulle sospette tangenti riguardanti la realizzazione dell'ospedale di Padova e la Sanità veneta in genere, un assessorato che da 20 anni risulta nelle mani (non proprio pulite) delle Lega Nord: prima con Tosi e poi con i veronesi Francesca Martini e Luca Coletto, quello stesso Coletto che qualche giorno fa, in difesa della decisione della Commissionedella Regione Veneto di impedire ai volontari delle associazioni che difendono le madri e i bambini nascituri di essere presenti negli ospedali, si è abbandonato ad agghiaccianti dichiarazioni del tipo «le donne costrette a prendere una decisione così dolorosa come l'aborto non vanno torturate». Queste parole suonano come l'ennesimo schiaffo del Carroccio assestato a Verona e ai veronesi”.

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