Verona, il filobus incassa il via libera dal ministero: si passa a mettere a cantiere i primi lavori

Le modifiche al progetto avevano fatto aumentare i costi di 11 milioni di euro e serviva un ulteriore nulla osta dato che per il 60 percento è finanziato dallo Stato, e quindi circa 70 milioni sul totale di 120

Il tanto sperato “via libera” da Roma è arrivato. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha approvato il progetto definitivo del filobus di Verona. A darne notizia è stato l’assessore alla Mobilità cittadina, Enrico Corsi, che ha ricevuto una chiamata nel primo pomeriggio dalla Capitale. Le modifiche al progetto avevano fatto aumentare i costi di 11 milioni di euro e serviva un ulteriore nulla osta dato che per il 60 percento è finanziato dallo Stato, e quindi circa 70 milioni sul totale di 120. Ora il filobus può ripartire: si comincerà con il cantiere di piazzale XXV Aprile dove sono già in corso i lavori per l’ammodernamento e i parcheggi per la stazione di Porta Nuova. L’intenzione è di far coincidere le due opere per limitare i periodi di eventuale disagio.

PERCORSI E ITER - Il filobus conterà di due linee, sul tracciato di circa 24 chilometri: Borgo Roma-Ca’ di Cozzi e San Michele Extra-Stadio. Alcuni giorni fa la Giunta aveva preso atto delle modifiche al progetto definitivo, dopo i colloqui con comitati di residenti, associazioni ed enti cittadini. Tra le modifiche principali: il cambiamento delle pensiline nel centro storico, la modifica del tracciato a Verona Sud, che non passerà più su viale del Lavoro ma all’interno del parco che sorgerà nell’area che ora ospita il parcheggio della fiera, per servire maggiormente il quartiere di Borgo Roma e per non gravare sul traffico di viale del Lavoro; alcune modifiche sono previste nella zona est della città, nel parcheggio scambiatore e nella zona ovest, in località Saval. Come spiega L’Arena, ora la procedura per cantierare il filobus conta del fondamentale passaggio sulla variante urbanistica:

Nei prossimi giorni si aprirà la fase delle osservazioni e delle controdeduzioni, che durerà due mesi, con l'obiettivo di arrivare nell'aula del Consiglio comunale, per l'approvazione, prima dell'estate.

Corsi intanto ha già fatto sapere che per guadagnare tempo si potrebbero già cominciare alcuni lavori lungo il tracciato, procedendo per stralci. Si penserebbe subito a Verona Sud e successivamente alla parte relativa a Borgo Venezia, coi relativi sensi unici in via Pisano e via Spolverini come sarebbe stato richiesto dai residenti.

IL FILOBUS PASSA L'ESAME: COSTERA' 11 MILIONI IN PIU'. LE MODIFICHE FINALI

L'OPPOSIZIONE IN COMUNE - "Troppi annunci e pochi fatti" è la sintesi che fa invece il Partito Democratico di Verona, secondo cui  "se in questi giorni si è tornato a parlare seriamente del filobus è soltanto grazie alla commissione consiliare da noi convocata, nella quale peraltro è emerso come la sostenibilità e utilità del filobus sia ancora tutta da dimostrare. Da parte della Regione c'è soltanto una disponibilità di massima a coprire gli extra costi di gestione, di concreto l'assessore Corsi non ha in mano nulla. Sui parcheggi scambiatori di Cà di Cozzi e San Michele, legati rispettivamente alla realizzazione del Traforo delle Torricelle e del terzo centro commerciale a Verona Est, l'incertezza è massima. Eppure le prescrizioni emerse dalle varie conferenze dei servizi dicono chiaramente che il filobus senza parcheggi scambiatori non si può fare perché non servirebbe a niente. Il via libera ottenuto dal Ministero (governo di centrosinistra) è un parere tecnico che non solleva l'amministrazione dal risolvere tutti le altre questioni".

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