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Vandali prendono di mira la Festa in Rosso: "Legittimati politicamente dal Comune"

In un comunicato stampa Fiorenzo Fasoli esprime la propria amarezza per il l'episodio, che vede strettamente collegato alla polemica che ha coinvolto il gruppo dei 99 Posse nei giorni scorsi

Con un comunicato stampa diffuso nella giornata di ieri, Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione comunista, denuncia l'increscioso fatto avvenuto la notte precedente, quando alcuni delinquenti si sono resi autori di alcuni atti vandalici alla Festa in Rosso in corso a Quinzano.  

Come lo stesso segretario conferma, i danni fortunatamente sono stati limitati, ma per Fasoli la vicenda ha un chiaro stampo politico, soprattutto perché avvenuta dopo l'offerta degli organizzatori ai 99 Posse di suonare all'evento, dopo il dietrofront i VRBAN Ecofestival. 

"Nella notte, dopo una serata caratterizzata dal partecipato dibattito con Marco Revelli e Paola Morandin, dall'apprezzata esibizione dei The Needles e dai gustosi piatti della nostra cucina, i soliti noti hanno voluto, come purtroppo spesso succede nella nostra città, lasciare il loro segno. Le festa, fino alla sua chiusura si è svolta nell'assoluta tranquillità, ma verso le 02.30, a cancelli chiusi, ecco l'intolleranza politica emergere. Due bandiere sono state bruciate ed i manifesti posti ad indicare il luogo della festa sono stati strappati. All'intervento del nostro servizio d'ordine la macchina dei provocatori si è allontanata ed anche il successivo intervento delle forze dell'ordine non ha potuto che registrare gli effetti dell'idiota atto vandalico. Per fortuna i danni sono limitati e tutti all'esterno del recinto della festa, ma la contiguità con la vicenda del mancato concerto dei "99 Posse" risulta immediata. La destra ha potuto impedire il concerto del gruppo non gradito e, visto il risultato, si può permettere di agire anche contro chi non ha accettato quel ricatto e si è adoperato perchè il concerto si potesse fare. Chi è intervenuto questa notte contro di noi ha ricevuto una legittimazione politica proprio da coloro che con più energia si sono opposti al concerto del gruppo napoletano a cominciare dall'amministrazione comunale, che non si può nascondere dietro a dichiarazioni liberali di facciata, e da chi ha ritirato la sponsorizzazione all'evento. Questi atti sono figli, quindi, di precise responsabilità politiche di tutti coloro che alla fine, anzichè contrastare sul nascere ogni forma di violenza ed intolleranza sociale e politica in città, finiscono per giustificarla come bravata dei soliti "butei". Verona fa tremendamente fatica a fare i conti con la sua storia e continua a coltivare tendenze fasciste inaccettabili che sfociano in aggressioni, prevaricazioni, intimidazioni e, a volte perfino, in delitti come è successo con Nicola Tommasoli. Noi, di certo, non ci facciamo intimidire e continuiamo nella nostra strada a proporre e coltivare l'alternativa per la costruzione di una società di persone libere ed uguali con particolare attenzione ai ceti sociali più deboli, prime vittime dell'ingiustizia e della violenza. Avremo un argomento in più da affrontare, domani sera, nell'incontro con Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista. Non solo quindi la crisi economica, politica, sociale e morale del paese, il governo Renzi ed il suo attacco alla democrazia ed alla rappresentanza, l'emergenza ambientale, le numerose crisi internazionali, il problema del lavoro che non c'è, la necessità di costruire l'alternativa di sinistra ed il ruolo, in tutto questo, di una organizzazione politica che si rifà al comunismo. Sarà l'occasione per una discussione puntuale e precisa sull'attualità, ma anche sulle prospettive future non solo di Rifondazione Comunista".

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