Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca Nogara / Via Roma

Verona, famiglia contraria al matrimonio: sequestrato e torturato brutalmente il marito della figlia

Ex pugile 41enne di Nogara nelle mani di due aguzzini: padre e figlio residenti a Breganze lo hanno pestato a sangue, minacciato, aggredito con spray al peperoncino e versato acido muriatico sulle mani

Brutali, decisi, senza alcuna pietà. Sono ricorsi alle torture per obbligare il genero a divorziare da loro figlia. Lui, 41enne veronese originario di Nogara, ex pugile, ha dovuto subire una lunga serie di soprusi, a colpi di spray al peperoncino, coltello, frusta e persino acido muriatico. Una scena degna di un film horror, quella che si è presentata davanti ai carabinieri vicentini di Vicenza e Valdagno. L'uomo è stato recuperato dopo alcune ore dall'inizio delle ricerche. A torturare il veronese sono stati i componenti di una famiglia di origine campana residente a Breganze (Vicenza), formata dal 62enne autista di camion, il figliotecnico informatico di 25 anni, e la madre, la 52enne impiegata in una scuola della provincia berica. Insomma, i parenti più stretti della giovane impiegata 27enne che doveva a tutti i costi essere abbandonata dalla vittima.

L'ex pugile "non gradito" alla famiglia di torturatori è stato ridotto in gravi condizioni: padre e figlio si erano appostati alle 6e30 di mercoledì mattina nel piazzale del supermercato "Ramonda" di Trissino. Hanno aspettato che la coppia si recasse nello studio medico dove avevano appuntamento, sopra il negozio, e hanno teso la trappola: la madre si è occupata della figlia, ha cercato di stordirla con il cloroformio ed è arrivata a picchiarla. Padre e figlio si sono "dati da fare" con il marito veronese (i due si erano sposati in Comune a marzo). L'hanno aggredito spruzzandogli il peperoncino sugli occhi, lo hanno legato per il collo con una corda e, minacciandolo con un coltello, lo hanno legato al sedile dell'auto con del nastro adesivo. Poi l'ulteriore escalation di violenza: trasferito in aperta campagna, nel Vicentino, lo hanno pestato a sangue e gli hanno versato dell'acido muriatico sulle mani. Il 41enne è stato poi abbandonato nei pressi della sua vecchia abitazione di Nogara e ritrovato dai carabinieri locali, chiamati a supporto dei colleghi di Valdagno, dopo pochi minuti dalla richiesta di soccorso.

Secondo le ricostruzioni degli investigatori, i famigliari, sotto tortura, lo avrebbero obbligato a sottoscrivere una dichiarazione in cui si descriveva come un "poco di buono", un marito pessimo e si impegnava a divorziare nel più breve tempo possibile. "Non va bene per lei": famiglia sequestra e picchia lo sposo a Trissino, Vicenza
L'uomo, gravemente ferito e dopo essere stato abbandonato, è riuscito a chiamare i soccorsi e i carabinieri si sono appostati sulle strade veronesi.
I sequestratori sono stati tutti arrestati: dovranno rispondere di sequestro di persona pluriaggravato, rapina, violenza privata, lesioni pluriaggravate e porto di coltello

INTERROGATI - I tre arrestati sono stati poi sentiti dal giudice subito mercoledì e hanno negato ogni lesione al genero, mentre la donna ha respinto l'accusa di aver tentato di sequestrare la figlia. Per tutti, al termine dell’interrogatorio di garanzia, il giudice vicentino Stefano Furlani ha disposto gli arresti domiciliari, in tre abitazioni diverse.

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