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L'ingresso alla Fiamm di Veronella

L'ingresso alla Fiamm di Veronella

Verona, esplode un forno di essicazione alla Fiamm di Veronella: operaio 22enne rimane ferito

Drammatico incidente sul lavoro negli stabilimenti della ditta specializzata in produzione e commercio di accumulatori di energia. Sgomberata la zona in attesa dei soccorsi. Ragazzo veronese all'ospedale

Un’infortunio sul lavoro con un ferito che ha provocato anche lo sgombero degli spazi comuni della fabbrica. È ricoverato in gravi condizioni con diversi traumi sul corpo e una preoccupante intossicazione l’operaio 20enne soccorso dai sanitari del 118 alla ditta "Fiamm" di Veronella. L'incidente è avvenuto nei capannoni di viale del Lavoro, all'interno della zona di produzione degli accumulatori (per i quali la società è specializzata): per cause ancora in fase d’accertamento, un forno per l’essicazione delle piastre per batterie al piombo è esploso travolgendo l’operaio che stava passando vicino. Il macchinario è infatti completamente automatizzato.

Lo scoppio, avvenuto verso le 13e45 di giovedì, sarebbe stato comunque estremamente violento, tanto da sbalzare il ragazzo a distanza e a polverizzare nell'aria particelle di piombo. L’area è stata immediatamente sgomberata in attesa dell’arrivo dei soccorritori del 118 di VeronaEmergenza e tre squadre dei vigili del fuoco. Sul posto anche i tecnici dello Spisal e i carabinieri di Legnago. Il ferito è stato estratto dopo un’ora per dare modo agli esperti di garantire la salubrità della zona. I vigili del fuoco, assieme ai tecnici Arpav, entrati con i rilevatori, non hanno rilevato pericoli e hanno dato il via libera ai soccorritori. Subito dopo lo scoppio del macchinario i colleghi avevano spalancato le finestre per arieggiare il locale.

Il ragazzo rimasto vittima d'infortunio è poi stato trasferito all’ospedale di Borgo Trento con politraumi su viso e torace, un braccio fratturato e una probabile intossicazione da metallo pesante. Non è comunque in pericolo di vita. Si tratta di un veronese di 22 anni e abita nei dintorni di Veronella: era assunto con un contratto interinale ed è rimasto cosciente durante tutte le fasi di soccorso. L'allarme per la tossicità dell'aria è presto rientrato e l'area è stata ripulita. Gli operai sono tornati al lavoro dopo un'ora.

Un boato, l'esplosione di un forno e un operaio che cade a terra ferito. Sono stati minuti di paura e tensione, ieri all'ora di pranzo, allo stabilimento «Fiamm» di viale del Lavoro, dove si producono batterie di avviamento. Erano le 13.45, poco prima del cambio turno, quando l'operaio ventiduenne Andrea Succurro, residente nella frazione di San Gregorio, è stato investito da una forte esplosione. Nel reparto processi, dove il giovane lavora da poco più di un anno, era scoppiata improvvisamente una linea di essiccazione. Linea in cui vengono impilate ed inserite le piastre con l'impasto a base di piombo che andranno a costituire le batterie. Il forno, a temperatura elevata, provvede ad essiccare l'impasto.
A causa del tremendo scoppio, il 22enne è finito a terra, procurandosi ferite e contusioni in varie parti del corpo e una sospetta frattura ad un braccio. I colleghi di lavoro, accorsi subito in suo aiuto, hanno dato l'allarme. La produzione nel reparto è stata immediatamente interrotta. È partita la telefonata al Suem e ai vigili del fuoco, che sono giunti in brevissimo tempo sul posto. Oltre alle squadre di pompieri da Legnago e da Verona, è arrivato pure il nucleo di specialisti NBCR (acronimo che sta per Nucleare-Biologico-Chimico–Radiologico), per escludere il pericolo di contagio da sostanze tossiche. Dopo la tragedia di Adria (Rovigo), con i quattro operai morti per intossicazione da sostanze chimiche nocive, si è voluto escludere questo rischio, anche perché alla «Fiamm» si lavora a contatto con sostanze potenzialmente dannose.
Quando gli specialisti dei vigili del fuoco hanno dato il via libera, il 118 è potuto intervenire per stabilizzare l'operaio che comunque è sempre rimasto cosciente. Succurro è stato caricato in ambulanza e trasportato all'ospedale di Borgo Trento, dove sono stati effettuati tutti gli accertamenti del caso. In particolare, i medici hanno verificato che il giovane non abbia inalato gas tossici sprigionatisi dal forno. Le sue condizioni sembrerebbero non destare preoccupazioni.
Alla «Fiamm» sono intervenuti pure i carabinieri del nucleo operativo Radiomobile di Legnago con i colleghi della stazione di Ronco. A compiere i rilievi dell'incidente hanno contribuito anche i tecnici dello Spisal di San Bonifacio. Non è stato ancora possibile stabilire con certezza che cosa abbia provocato l'esplosione. Saranno le perizie tecniche sui macchinari e le procedure utilizzate a consentire di fare maggiormente luce sull'incidente. L'Arpav, nel frattempo, ha escluso qualsiasi dispersione di sostanze tossiche sia nel reparto dove lavorava l'operaio che all'esterno dello stabilimento. «Sono in contatto diretto con l'azienda e il direttore mi ha assicurato che non esiste alcun pericolo né per i lavoratori né per la popolazione», ha confermato il sindaco Michele Garzon. I titolari dell'azienda e i responsabili della sicurezza della «Fiamm» non hanno voluto commentare quanto accaduto e hanno deplorato la fuga incontrollata di notizie nelle ore successive all'incidente.

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