Verona, espiantato il cuore del piccolo Jacopo: esame all'ospedale di Padova per le cause di morte

L'organo del bimbo di sei anni, morto in pizzeria a Valeggio, passa sotto la lente degli specialisti cardiologi per verificare la presenza di una patologia congenita. I funerali sabato prossimo, a San Zeno

Il dolore per la perdita del piccolo Jacopo è ancora vivissimo, strazianti. In genitori, parenti, amici. Ora però servono i risultati dell’esame del medico. Il suo arresto cardiaco, che l’ha fatto collassare sul pavimento della pizzeria senza più riprendere conoscenza, potrebbe essere dovuto ad un problema di natura congenita. E in quel caso anche la sorellina Gaia, di due anni e mezzo, potrebbe soffrirne. Necessario quindi scoprire esattamente cosa ha provocato quel “cortocircuito” nel torace del bimbo di sei anni. Il suo cuore è stato espiantato mercoledì, nelle sale del reparto di Anatomia patologica del Policlicinico di Borgo Roma. E’ stato portato a Padova, al Centro di cardiologia, dove passerà al vaglio degli specialisti che verificheranno o meno la presenza di una patologia. Come aveva già spiegato il padre, Simone Tosato, sui quotidiani locali

“Sapevamo della possibilità che Jacopo potesse avere una patologia cardiaca perchè ne soffre la mia ex moglie e altri della sua famiglia. Per questo Jacopo era controllato. Ma l'ultima volta che sono andati dal medico era stato detto che era tutto a posto. Sapere se la sua morte è collegata a qualcosa di congenito servirà a fare maggiori controlli sulla sua sorellina”

A disporre l’esame era stato il dottore che l’aveva soccorso con il 118. La rianimazione di 55 minuti non era servita, in quel locale a Valeggio sul Mincio. Il bimbo è morto sabato sera, durante quella che doveva essere una festa a base di musica rock e cibo. Intanto i funerali sarebbero stati organizzati per sabato, alle 10, nella basilica di San Zeno. Molti residenti del quartiere che ben conoscono la famiglia, si sono stretti nel cordoglio e avrebbero deciso di fare qualcosa per dare una mano a mamma Francesca, che con il compagno Manuel e la figlioletta abita in una casa popolare di via D’Azeglio. Il bar “Lory” ha promosso una raccolta fondi per pagare la cerimonia delle esequie e così avrebbe fatto anche l’abate di San Zeno, Gianni Ballarini. Coe spiega il monsignore su L’Arena,

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“Tutta la famiglia di Francesca è sanzenate. Il piccolo Jacopo veniva a giocare qui sul sagrato. Tutto il quartiere è addolorato per la perdita. E tutti stanno dimostrando affetto per Francesca e i nonni del bambino”

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