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Verona, l'esibizionista sulla Punto dal giudice: ad incastrarlo è la mamma di una ragazzina vittima

L'uomo, operatore sanitario 38enne, ha confessato di aver già previsto alcune sedute da uno psichiatra per risolvere quell’istinto che lo spinge a denudassi in presenza di giovani e giovanissime

Lo avevano chiamato “esibizionista della Punto bianca”. Le sue gesta erano state ripetutamente denunciate alle Forze dell’ordine e dopo 40 giorni di indagini si era arrivati all’epilogo lieto. Le indagini che hanno portato a bloccare il 38enne, un vicentino padre di due figli e residente in un paesino della Bassa veronese, sono partite dalle testimonianze delle vittime. Giovedì scorso “l’esibizionista” è comparso davanti al giudice al quale ha confessato di aver già previsto alcune sedute da uno psichiatra per risolvere quell’istinto che lo spinge a denudassi in presenza di ragazzine. Cinque le minorenni, tutte affiancati in auto tra le stradine di Monteforte d’Alpone, quelle che collegano la scuola media, la pista ciclabile in area Tamagni e gli impianti sportivi. All’identificazione i carabinieri sono arrivati grazie alle ultime due giovani, che non erano cadute nell’inganno di colui che “domandava indicazioni stradali restando seduto in auto”. Le testimonianze delle ragazzine erano praticamente tutte identiche: avevano raccontato di essere stati avvicinati dall’uomo che le aveva fatte avvicinare di modo che vedessero che, dentro la macchina, non indossava pantaloni né mutande e mostrava orgogliosamente i propri genitali.

A metà aprile il 38enne era stato intercettato dalla madre di una delle due scampate vittime. La ragazzina, era stata “arpionata” mentre camminava a Monteforte. Notata la presenza picco rassicurante dell’uomo in auto, e a conoscenze della presenza di un esibizionista nei dintorni, aveva accelerato il passo, raggiungendo poco dopo la madre. E’ stata quest’ultima che, in bici, rintracciata l’auto che ancora girava in paese, ne aveva appuntato targa e modello e l’aveva fornito ai carabinieri. In pochi giorni l’uomo era stato denunciato per atti osceni e risposto per lui l’obbligo di dimora da parte del giudice (che lo obbliga a rimanere a casa anche dal lavoro). Il 38enne, di professione operatore sanitario, è comparso in aula per l’interrogatorio di garanzia, nel quale si sono voluti chiarire i motivi per cui si spingesse a denudarsi e a mostrare “il peggio di se’ ”. Dovrà attenersi, come spiega L’Arena, alle restrizioni della libertà fino a quando non sarà più presente il pericolo che ripeta le stesse scene.

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