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Esecuzione a Pastrengo: i carabinieri seguono la pista del delitto passionale

L'unica cosa certa della vicenda sembra essere la sua premeditazione: l'omicida infatti ha atteso che la vittima rientrasse per sparargli un colpo diretto alla nuca

Proseguono le indagini dei carabinieri suul'omicidio che si è svolto in piazza XXX Aprile a Pastrengo giovedì 21 marzo intorno alle 23.15. Sul caso stanno lavorando i militari di Verona e quelli Peschiera, coordinati dal pm Federica Ormanni. 

Secondo le prima ricostruzioni, nate anche in seguito all'autopsia svolta sul corpo all'ospedale di Borgo Roma dal medico legale Federica Bortolotti, Alban Lalaj, 42 anni, è stato raggiunto alla nuca da un colpo partita da un fucile da caccia distante circa quattro metri. La vittima, con gli ultimi scatti di vita dovuti anche al proprio istinto di sopravvivenza, si è girata su se stessa rivolgendo lo sguardo al proprio assassino. Questione di pochissimi secondi perchè poi l'albanese si è piegato subito su se stesso, stramazzando al suolo con i piedi rivolti verso la porta d'ingresso della propria abitazione che aveva appena aperto. L'omicida ha concluso il proprio lavoro avvicinandosi alla vittima e sparandogli un secondo colpo alla schiena con la rosa di pallini andata a segno per intero. Si tratta quindi di una vera e propria esecuzione, visto che l'assassino sapeva a che ora sarebbe rincasata la propria vittima, i cui motivi però restano ancora avvolti nel mistero. 

L'unica cosa certa sembra essere la premeditazione, mentre sul resto le indagini delle forze dell'ordine proseguono. Per risalire all'autore del delitto ieri i carabinieri di Pastrengo hanno ascoltato amici e parenti, nel tentativo di trovare la giusta pista da seguire. L'ipotesi fino ad ora più accreditata è quella del delitto passionale: questo tipo di esecuzione infatti ricorda molto i delitti d'onore ancora in auge in alcune regioni del sud Italia.

Nella mente degli investigatori anche la possibilità che si tratti di un episodio legato al mondo della droga, in quanto Lalaj aveva un precedente penale dovuto allo spaccio di 10 grammi di cocaina. Nell'abitazione e nell'auto dell'uomo però pare non sia stato trovato nulla che riconduca a questa teoria. 

L'assenza di testimoni sta complicando non poco la strada che porta alla soluzione dell'enigma. Tutti coloro che hanno visto o sentito qualcosa infatti fanno riferimento a ciò che è successo dopo l'omicidio ma nessuno ha visto fuggire il killer. 

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