Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca Centro storico / Via Don Gaspare Bertoni

Verona, emergenza scuole sporche. I presidi di città e provincia alzano la voce: "Inaccettabile"

Sarebbero 18 gli istituti che soffrono il taglio delle ore e del budget da investire sull'igiene di aule, laboratori, palestre e biblioteche. I presidi: "Ci tocca prestare il materiale agli addetti delle imprese"

Nonostante la situazione peggiore sia registrata nel Veneziano, dove è scoppiato il caso Manutencoop in oltre sessanta scuole, anche la provincia di Verona non se la passa bene. Diciotto gli istituti scolastici che, in città e altrove, registrano un aumento del grado di sporcizia in aule e spazi comuni come biblioteche e corridoi. La polvere, insomma, la fa da padrone e rischia di creare seri problemi alle dirigenze scolastiche. Addirittura, come spiega l’Arena, sarebbero tantissime le aule precipitate sugli standard di igiene: circa la metà. I tagli ai servizi di pulizia sono l’esito catastrofico che la spending review ha provocato anche dentro le scuole. E che vanno a sommarsi ai più generici “tagli all’Istruzione”, volendo.

La riduzione degli stanziamenti (che nel settore pulizie del Veronese riguardano almeno 70 lavoratori con una rasoiata fino ai due terzi delle ore settimanali) è cominciata con la Legge di Stabilità (ex Finanziaria). La società appaltatrice è cambiata ed è arrivata la Mantencoop. Con il nuovo anno sono scoppiati i veri problemi e il budget a disposizione degli istituti si è letteralmente dimezzato. Nelle aule ci sono dita di polvere, idem nelle biblioteche e delle palestre meglio non parlare. Nei bagni l'emergenza è più sentita, ovviamente: verrebbero puliti ogni due o tre giorni. Da 12mila a 6mila euro al liceo scientifico “Galilei”: tutti gli addetti sono stati mantenuti ma l’orario di lavoro sarebbe stato decurtato. Alza dunque la voce il preside Luciano Carazzolo, sulle pagine del quotidiano locale

“Finora abbiamo tamponato coi nostri collaboratori scolastici e abbiamo addirittura prestato agli addetti scope e strofinacci della scuola, perché si sono presentati con materiale insufficiente e inadeguato. Inaccettabile”

Al liceo scientifico “Messedaglia” non va meglio: anche lì il budget pulizie è calato da 22mila a 11mila, le ore settimanali dedicate da 160 a 80. E mentre i dirigenti scolastici protestano e chiedono di tornare alla vecchia dotazione dei bidelli (all’Istituto tecnico-economico statale “Pasoli”, in Borgo Venezia si starebbe già discutendo di ritirare il servizio in appalto a fronte del calo del 30% delle ore), l’azienda finita nell’occhio del ciclone in quasi tutto il Veneto, la Manutencoop, con sede a Mestre, è passata alla difesa. “Siamo stanchi di essere additati come unici responsabili di un problema, prima di tutto sociale, che è sotto gli occhi di tutti e che è solo il frutto di scelte certo non di Manutencoop - ha dichiarato Claudio Levorato, presidente di Manutencoop Facility Management Spa - Le cause delle difficoltà evidenziatesi in questi giorni, sia per quanto riguarda i tagli all’orario di lavoro, sia sul fronte scolastico, vanno ricercate altrove, in primis nella drastica riduzione degli stanziamenti ministeriali”.

"LE RAGIONI" - Secondo Manutencoop le responsabilità ultime delle situazioni di disagio che si sono venute a creare sono, infatti, principalmente riconducibili alla “drastica riduzione degli stanziamenti a favore degli istituti scolastici da parte del Ministero dell’Istruzione, avvenuta in concomitanza con l’introduzione di un nuovo strumento per l’attivazione dei servizi come la Convenzione Consip e peraltro in coincidenza con la pausa natalizia e  al fatto che tali, ridotte, assegnazioni sono state definite sulla base di criteri che non hanno tenuto in alcun modo in considerazione le esigenze e le diverse caratteristiche delle singole scuole, ovvero in assenza di analisi o censimenti dei loro fabbisogni”.

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