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Verona, "elo mia ora che te crepi? Omo de mer..": un'operatrice della Casa di riposo nei guai

La dipendente 48enne di una struttura di Cerea finisce in tribunale con l'accusa di aver offeso e umiliato alcuni anziani. Era stata licenziata ma il giudice del Lavoro l'ha reintegrata. Le ex colleghe confermano i suoi modi bruschi

In tribunale potrebbe approdare l’ennesimo caso di maltrattamenti sugli anziani. Si ricomincia il 7 aprile, con le deposizioni dei testimoni della difesa. Persone deboli e per di più bisognose, dato che sarebbero rimaste “ostaggio” delle angherie di un’operatrice sanitaria mentre erano ospiti della Casa di riposo. Sarebbe successo a Cerea, con protagonista una dipendente di 48 anni, Susanna G., colpevole, a parere dell’accusa, di aver tenuto "comportamenti aggressivi, bruschi, offensivi ed intimidatori e comunque deontologicamente scorretti e idonei a cagionare sensi di umiliazione e stati di prostrazione emotiva e profondo senso di disagio e di angoscia negli ospiti”. La vicenda risale all’ottobre del 2010 e, immediatamente dopo l’allarme e il successivo scandalo, l’operatrice venne licenziata. Poi lei aveva fatto ricorso e il giudice del Lavoro le aveva dato ragione, imponendo alla Casa di riposo il suo reintegro.

Tuttavia sarebbe responsabile penalmente, almeno secondo il capo d’imputazione. Mercoledì mattina davanti al giudice sono comparse due colleghe che hanno confessato gli atteggiamenti minacciosi della donna. Il caso era scoppiato all’indomani del decesso di un ospite della struttura. Fatto salvo che a lei non è contestata alcuna responsabilità in merito alla morte, sono stati portati dettagli sui metodi di cura dell’operatrice. Il giorno prima, secondo le testimonianze portate in aula, la donna aveva immerso l’anziano in una vasca da bagno. Fino al naso, bagnandogli il viso con acqua fredda e pronunciando frasi come “elo mia ora che te crepi?” o “vedemo se te te svei”. Come riporta il Corriere Veneto, l’anziano sarebbe stato più volte bersaglio della brusca operatrice che lo additava come “porsel” e “omo de me..a”. Su altri ospiti della Casa di riposo, inoltre, la donna avrebbe alzato anche le mani e avrebbe negato l’assistenza. Così sono emersi i casi in cui aveva battuto leggermente i pugni sulla testa di un’anziana per “invitarla” a spostarsi e avrebbe rifiutato di portarne un’altra al bagno, dopo che le era stata somministrata una purga. Sul quotidiano locale altri momenti sdegnosi sono stati segnalati all’ora del pranzo, quando aveva apostrofato un’ospite dicendole “te si grassa come un porselo” o con un’altra, al culmine della rabbia, esclamando “mai che la mora”.

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