Verona, duello sul futuro dell'Arsenale: "Dodici milioni di euro per il recupero? Non bastano"

In Giunta comunale si discute sui tempi di concessione ai privati. Vicesindaco Casali e settore Lavori pubblici rispondono agli attacchi di opposzione e Comitato: "La riqualificazione intera costa almeno 45 milioni"

L’Arsenale non smette ancora di far discutere. O meglio, il progetto e la relativa concessione ai privati. La discussione approderà in Giunta a Palazzo Barbieri venerdì mattina, dopo il “duello” ingaggiato tra vicesindaco Stefano Casali e il Comitato per l’Arsenale. Quest’ultimo riteneva di dedicare 12 milioni di euro per fare i lavori. Niente di più sbagliato, secondo Casali. Con quei soldi, come spiegano i quotidiani locali

“si recupera sì e no un quarto dell'area: e il resto dell'Arsenale? Lo lasciamo in abbandono e degrado per un altro mezzo secolo?”

Ha scelto di ribattere, colpo su colpo, Casali, a tutte le accuse piovute da giorni. Dal Comitato e dal Pd in Consiglio comunale.

“La presidente del comitato mi aveva chiesto un appuntamento una settimana dopo l'assegnazione della nuova delega all'Urbanistica. Ho molto piacere di incontrarla: ho però spostato l'incontro a gennaio perchè devo informarmi prima sulla questione con puntualità, visti i numerosi nuovi progetti su cui sono chiamato a lavorare”

Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’è la “riqualificazione totale” e la bonifica dell’intera area. In tutto sarebbero 65mila metri quadri, di cui 19mila occupati da edifici. Diventerebbe, poi, un Arsenale al servizio di cittadini e turisti. Sarebbero aperte la palazzina di comando, la corte e tutta la zona verde di cui una parte sarebbe aperta e totalmente fruibile per manifestazioni e iniziative culturali, e un’altra parte, ugualmente aperta al pubblico, ma gestita da privati. Ma 12 milioni non bastano, anche secondo il dirigente del settore Lavori pubblici, Luciano Ortolani. La stima più ottimistica richiederebbe di impegnare almeno 45 milioni di euro. Come spiega lo stesso Casali sull’Arena,

“con 12 milioni sarebbe possibile per così dire tamponare le falle, cioè impedire che la struttura arrivi al crollo, ma non si tratterebbe di riqualificazione, che è invece il nostro intento”.

Circa la concessione ai privati, il sindaco Flavio Tosi aveva già annunciato che sarà proporzionale al prezzo dei terreni venduti.

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