Cronaca Stazione / Piazzale XXV Aprile

Verona, due straniere in stazione con neonato in braccio: scatta l'allarme scabbia a Porta Nuova

la polizia cerca di identificare le donne: loro dichiarano di essere somale e di essere arrivate in barcone. Il sindacato Ugl degl agenti: "Ma non abbiamo l'equipaggiamento adatto per tutelarci da infezioni"

Sono arrivate in stazione Porta Nuova, una aveva un neonato in braccio. Hanno dichiarato di provenire dalla Somalia ma non hanno fornito alcun documento che potesse attestarlo. Interrogate dalla polizia, hanno confessato di essere arrivata dopo una traversata sui barconi. E a una di loro è stata diagnosticata la scabbia, una malattia infettiva e contagiosa dovuta ad un parassita non visibile ad occhio nudo. Si insinua sotto pelle e causa un costante prurito allergico. Può essere trasmessa dopo un contatto prolungato tra la pelle degli individui. A denunciare la grave situazione a cui sono andati incontro passeggeri dei treni, persone in stazione e agenti è stato il segretario provinciale dell’Ugl della polizia, Massimiliano Colognato.

“Le donne hanno detto di essere sbarcate nell'Adriatico e come da prassi, sono state accompagnate in ufficio per ulteriori accertamenti e successivamente, a seguito di visita medica effettuata dal medico della polizia di Stato, s'è appurato che una delle due persone adulte presentava segni di malattie infettive, diffuse, parassitarie o comunque patologiche, riconducibili alla scabbia. Gli operatori dellla Ferroviaria di Verona Porta Nuova, spesso e volentieri si trovano ad affrontare situazioni come questa e, purtroppo, non hanno a disposizione tutti i dispositivi di protezione individuale che potrebbero essere utilizzati a tutela igienico – sanitaria per la propria salute. Infatti, negli uffici della polizia ferroviaria sono a disposizione unicamente i guanti in lattice ed il sapone per lavarsi le mani. Non esistono altri dispositivi di protezione individuale che possano essere utilizzati dagli operatori e nemmeno i previsti disinfettanti (clorexidina 4/, PVP-I, amuchina, ecc.) che andrebbero utilizzati per la pulizia delle mani a seguito di contatto accidentale con possibili persone infette. Addirittura, sulle stesse autovetture (Fiat Panda) che vengono utilizzate per i normali servizi istituzionali (pattuglie lungo la linea ferroviaria di competenza), gli operatori avrebbero dovuto trasportare in questura le donne, rischiando l'eventuale contagio”.

Per questo il sindacato di polizia tenta ancora una vota di alzare la voce e spiegare le “enormi carenze della propria amministrazione e la situazione alquanto precaria in cui sono costretti a lavorare giornalmente gli operatori della Polfer. Si deve obbligatoriamente prendere in mano la situazione e garantire a chi deve lavorare a contatto con i cittadini extracomunitari, di essere tutelato almeno in queste piccole ma importantissime cose”.

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