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Verona, la sua droga uccide un 27enne. Pusher incastrato per omicidio colposo

Il 35enne, veronese di Garda, pretendeva e otteneva dai tossicodipendenti, come forma di pagamento dello spaccio, le loro carte d'identità valide per l'espatrio che poi vendeva a immigrati clandestini

Una brutta storia di droga, ricatti e immigrazione clandestina. E di morte. Un veronese, Mirco Pietropoli, 35 anni, di Garda, è stato arrestato dai carabinieri di Bardolino nell'ambito delle indagini sulla morte per overdose di un 27enne. L'indagato, accusato di omicidio colposo e di concorso in falsificazione di documenti d'identità, è stato raggiunto da un provvedimento restrittivo. Dopo la morte del 27enne, lo scorso gennaio per overdose di metadone, i carabinieri hanno avviato le indagini scoprendo il pusher che aveva fornito la dose letale.

L'Arma ha inoltre accertato che l'indagato pretendeva e otteneva dai tossicodipendenti, come forma di pagamento per la droga, le loro carte d'identità valide per l'espatrio. Documenti che Pietropoli avrebbe poi venduto ad immigrati che cambiavano solo la foto di riconoscimento, mettendone una propria, che poi usavano per muoversi nei paesi europei e in quelli con cui avevano un accordo con l'Italia. Ma anche per compiere reati per i quali venivano accusati gli ignari veri intestatari delle carte d'identità. Sono una decina i casi accertati, ma i carabinieri ritengono che il numero sia superiore e per questo stanno proseguendo nelle indagini.

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