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Verona, doveva essere in servizio di emergenza: medico ritrovato ubriaco fradicio in stazione

Libero professionista di 38 anni doveva garantire il turno dalle 20 alle 8 di mattina sabato scorso, con la "Croce gialla" di Lavagno. Su di giri, sfascia a calci la porta del bar a Porta Nuova. Lo ferma la Polfer

Vagava per la stazione di Porta Nuova, in evidente stato confusionale dovuto all’alcol. L’hanno trovato seduto sul marciapiede e non era nemmeno capace di pronunciare una frase di senso compiuto. Sabato sera l’uomo che la polizia ferroviaria ha dovuto identificare era un medico chirurgo di 38 anni. E a quell’ora si doveva trovare in servizio, al lavoro, sull’automatica della “Croce gialla” di Lavagno. Il suo turno di lavoro doveva cominciare alle 20 di quella stessa serata, per finire alle 8 di domenica. Ma venti minuti dopo la sua ufficiale entrata in servizio era già ubriaco fradicio. Avesse dovuto prendere in mano l’auto e garantire l’assistenza in caso di emergenze non si sa veramente cosa sarebbe potuto accadere. Come spiega il Corriere Veneto, il medico si era fatto notare qualche minuto prima al bar della stazione. Con le mani occupate aveva cercato di aprire la porta d’ingresso a calci, provocando la rottura della vetrata. Un incidente involontario ma tanto bastava, vista la sua situazione, a chiamare in causa i poliziotti della Polfer. Gli agenti lo hanno trovato poi seduto a bordo strada. Quando gli hanno chiesto conto del danno il professionista sarebbe andato in escandescenze:

“Cos'ho fatto? Ho rotto la porta? Non me ne sono accorto e non pago proprio nulla. Sono un medico del 118 e sto aspettando l'automedica che venga a prendermi”

In un attimo, dopo la chiamata alla centrale operativa del Suem, i poliziotti hanno fatto chiarezza. Successivamente sono venuti a prenderlo i colleghi della “Croce gialla”, che l’hanno caricato e riportato in sede. L’amministratore dell’associazione di volontariato, Corrado Pollinari, ha già confessato di avere l’intenzione di procedere per vie legali contro quel medico chirurgo, libero professionista, che aveva garantito il turno quella sera. Spiega lo stesso Pollinari sulle pagine del quotidiano locale che

“il nostro autista si è accorto che il medico non era arrivato in sede per il servizio e ha incominciato a cercarlo al cellulare, senza riuscire a contattarlo. Poi l'ha sentito e ha capito che era in stazione. In assoluta buona fede, credeva fosse in ritardo ed è andato a recuperarlo. Solo arrivato sul posto si è reso conto delle sue condizioni”

Dalle analisi il 38enne è risultato positivo all’alcol e ai farmaci.

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