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Documenti falsi, famiglia fermata in stazione in fuga dalla Siria: il gip la libera

Una madre con due figli stava fuggendo dall'inferno della guerra siriana, quando è stata fermata dalla polizia che accertato la non autenticità dei documenti. La buona fede della fuggitiva però ha convinto il giudice a darle la libertà

Un viaggio della speranza per sfuggire da un inferno come quello siriano: è la storia di una madre e dei suoi due figli, fermata con dei documenti falsi. 

A Verona era solo di passaggio, la sua meta infatti era la Germania dive avrebbe trovato rifugio dai parenti. Qualcuno però le aveva procurato i documenti, da esibire in caso di controllo, che si sono rivelati non autentici. Durante la verifica, avvenuta in stazione, gli agenti hanno preso per mano i piccoli e la donna, credendo che volessero portarglieli via, ha aggredito il personale delle forze dell'ordine. 

L'arresto quindi è scattato per resistenza a pubblico ufficiale e documenti falsi. Comparsa davanti al gip, e grazie all'aiuto di un interprete, ha spiegato l'intera vicenda, iniziando dal fatto che non conoscendo l'italiano, non poteva sapere che quei documenti fossero falsi. Il gip si è convinto allora della buona fede della donna e l'ha liberata. 

Senza soldi e documenti, madre e figli hanno trovato un benefattore che li ha accompagnati al tre e che ha dato loro dei soldi: perché quel viaggio potesse proseguire e quella speranza non restasse vana. 

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