Cronaca Centro storico / Piazza Brà

Verona, i dipendenti patteggiano la condanna, "Croce attacca" e l'Agec risponde con un esposto

L'azienda comunale si rivolge all'Ordine degli avvocati per il sanzionamento dell'ex presidente a proposito delle "critiche espresse in termini dispregiativi sulla scelta di reintegrare in servizio cinque lavoratori"

Infuria ancora la battaglia dentro e fuori Agec. Alle recenti iniziative si aggiunge però una nota di "giallo": la guardia di finanza sarebbe tornata ad acquisire documenti nella sede dell'azienda in via Noris a Verona. Poche ore fa Agec ha fatto sapere di aver formalizzato un esposto al Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Verona nei confronti di Michele Croce, ex presidente dell'azienda comunale, in merito alle dichiarazioni ripetutamente rilasciate alla stampa. In particolare, a proposito delle critiche espresse in termini dispregiativi sulla scelta dell’azienda di reintegrare in servizio, con pesanti penalizzazioni di natura economica e funzionale, cinque dipendenti aziendali coinvolti nel processo "diffusamente trattato dalla stampa locale, che hanno deciso di patteggiare, ottenendo la sospensione della pena".

In una nota congiunta, i presidenti Massimo Galli Righi e il direttore generale, Maria Cristina Motta spiegano che "critiche analoghe sono state formulate da altri soggetti politici, sprovvisti però di adeguate conoscenze professionali. L’indirizzo di questa azienda è di non entrare in polemiche di carattere esclusivamente politico. Diverso è il caso dell’avvocato Croce che, per la professione che esercita, non può formulare critiche dispregiative infondate sul piano del diritto. A margine ricordiamo anche la richiesta della Corte dei Conti, ancora in attesa di conclusione, per i lavori non utili (18mila e 427 euro) e i lavori utili ma non indispensabili (9mila e 129 euro) per un totale di 27mila e 556 euro, che Michele Croce dispose all’epoca della sua presidenza Agec. La revoca del suo mandato fu infatti richiesta all’unanimità da tutti i consiglieri d’amministrazione

LA REPLICA - Arrivano a stretto giro, poi, le repliche di Croce: "Finalmente Agec fa sentire la sua voce. Duole ammettere che però non arriva per tranquillizzare, ne' per fare chiarimenti, ma per proclamare un'iniziativa nei miei confronti. In ordine alla riassunzione dei dipendenti non posso che ribadire quanto già detto. Massimo rispetto e solidarietà umana alle persone e alle loro famiglie ma ritengo profondamente immorale averli reintegrati in Agec. Persino i sindacati nutrono forti dubbi di legittimità sull'intera questione".

Continua Croce: "In merito alla Corte dei Conti, forse il presidente Galli Righi e il dg Motta non hanno letto gli atti della Procura sulla presunta spesa 'inutile' di 17mila euro e non di 27mila come annunciato in ordine al sottoscritto e in relazione al presunto responsabile, che per l'80% sarebbe in capo ad un funzionario dell'ente da loro presieduto. Infine ricordo che sono stato io stesso ad 'autodenunciarmi' e mettermi a completa disposizione dei magistrati per fare chiarezza. Caso unico in Italia".

PERQUISIZIONI? - Croce avanza poi un quesito ai due dirigenti Agec: "Perchè invece presidente e direttrice generale non spiegano ai cittadini cosa sono tornati a fare gli uomini della guardia di finanza nella sede di via Noris? Quali documenti hanno acquisito? E perchè non spiegano che altre ispezioni erano avvenute due settimane fa?"

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