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Verona, diffamazione a Tosi per la puntata di "Report". Il pm chiede l'archiviazione: "Giuste verifiche"

Secondo la tesi del magistrato, non ci fu desiderio di colpire il sindaco e l'ex assessore Giorlo ma solo di accertare le segnalazioni che erano arrivate in redazione. Si oppongono gli avvocati dei due politici

Chiesta l’archiviazione del caso di presunta diffamazione al sindaco Tosi da parte del giornalista Sigfrido Ranucci. È quanto ha avanzato il pm Benedetto Roberti, in tribunale a Padova, nelle scorse ore. Secondo la ricostruzione della Procura, non ci fu diffamazione ma solo “esercizio del diritto di cronaca e critica” mentre stava cercando di accertare alcune informazioni che erano arrivate alla redazione della popolare trasmissione giornalistica “Report” di Rai3.

Ranucci era stato accusato dal sindaco di Verona e dall’ex assessore allo Sport, Marco Giorlo, in relazione alla puntata andata in onda ad aprile e incentrata su appalti e frequentazioni tra politici e imprenditori nel capoluogo scaligero. Il giornalista aveva posto la questione di presunte relazioni “compromettenti” (compreso un fantomatico video hard) che potessero arrivare a ricattare il sindaco e i suoi assessori. Tutto era cominciato con una sorta di “trappola” organizzata da persone vicine a Tosi che contattarono Ranucci per indurlo ad ammettere che stava cercando di incastrare il sindaco creando una puntata allo scopo di “distruggerne l’immagine”. Il primo incontro si era verificato in un bar della stazione ferroviaria di Padova. Per questo il fascicolo con la querela di Tosi era stato trasmesso da Verona al palazzo di Giustizia della città del Santo. Come spiega il Corriere Veneto, gli avvocati difensori dei due amministratori si sono opposti di netto alla richiesta della Procura.

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