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Verona, "diffamazione contro il portavoce di Tosi", lui querela: in tre finiranno a processo

Il giudice decide per il rinvio a giudizio per la notizia secondo cui Roberto Bolis, anche capo ufficio stampa del Comune di Verona, avrebbe vissuto per anni in un appartamento in centro storico pagando un affitto "calmierato"

Finiranno in tre davanti al giudice per rispondere di diffamazione a mezzo stampa. Sono l'ex presidente Agec, Michele Croce, il cionsiugliere regionale di Futuro Popolare, Stefano Valdegamberi e il giornalista del "Fatto quotidiano" Alessandro Madron. A trascinarli in tribunale, dopo la querela, è stato Roberto Bolis, portavoce del sindaco di Verona, Flavio Tosi. Il fatto contestato arriva da una notizia pubblicata da Valdegamberi sul suo profilo del social network "Facebook", una mail inviata da Croce alla stampa e un articolo online in cui veniva riportato che Bolis, anche capoufficio stampa del Comune, avrebbe vissuto per anni in un appartamento in centro storico a Verona di proprietà dell'Agec. Secondo le indiscrezioni riportate sul web dai tre querelati emergeva che l'inquilino avrebbe pagato un affitto mensile molto inferiore ai prezzi di mercato. Notizia che, a quanto pare, non corrispondeva a verità. Il giudice per le indagini preliminari, Isabella Cesari, ha così, accolto la querela di Bolis disponendo il processo. Il pm Francesco Rombaldoni aveva invece chiesto l'archiviazione.

LE REPLICHE - Non ci hanno messo molto i due veronesi coinvolti a rispondere alla notizia del loro rinvio a giudizio. “In un Comune nel quale non si danno risposte politiche ai quesiti che vengono posti nelle forme dovute dai rappresentanti della cittadinanza, e dove non si da riscontro alle interrogazioni e viene impedito l'accesso agli atti delle partecipate, non ci si può attendere altro che qualcuno arrivi a sporgere denuncia per un opinione espressa nel corso di un dialogo su un social network - ha spiegato Valdegamberi -. Questo fatto, però, la dice lunga sulla trasparenza dell'attuale amministrazione di Verona, che usa le querele come strumento volto a tacitare qualsiasi dubbio si pone la politica".

Da Croce arriva invece un messaggio di distensione: "Confermo la massima fiducia nei confronti della magistratura e la massima serenità per l’esito del processo. Le querele dei politici e dei loro collaboratori non ci fanno paura e non fermeranno l’opera di pulizia di Verona Pulita":

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