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S'infiamma il dibattito in Lessinia sulla presenza del Lupi: contestato Daniele Stival

"La Lessinia, il Parco, il lupo", è il nome del convegno organizzato da WWF e comune di Bosco Chiesanuova, al quale hanno partecipato allevatori, proprietari di malghe, sindaci, amministratori provinciali e regionali

La tensione era palpabile al convegno che ha visto l'incontro tra allevatori, proprietari di malghe, sindaci, amministratori provinciali e regionali e associazioni ambientaliste, che aveva come oggetto l'argomento che ha tenuto banco negli ultimi tempi in Lessinia: la presenza dei lupi. 

"La Lessinia, il Parco, il lupo", questo il nome del convegno organizzato dal WWF e il comune di Bosco Chiesanuova, che visto anche la presenza dell'assessore Daniele Stival, che è stato oggetto delle intemperanze dei presenti. Clima teso abbiamo detto e difficile da gestire, soprattutto nelle relazioni tra le varie parti, che fanno fede a principi di base completamente diversi: da una parte la gente stanca delle predazioni dei lupi, che quest'anno hanno raggiunto quota 50, dall'altra chi afferma che il problema c'è ma che esistono sistemi per ridurle le predazioni, per risarcire, con la speranza che questi animali se ne vadano visto che il territorio della Lessinia non sarebbe l'ideale per le loro caratteristiche biologiche. 

"Convivenza tra lupi e animali domestici è impossibile", questa la premessa del sindaco di Bosco Claudio Melotti, che lascia poco spazio all'interpretazione. Il primo cittadino ha chiesto, tra molteplici applausi, di mettere i predatori nei recinti al posto degli animali da pascolo. Proseguendo con il fatto che il comune non ha il denaro per aule e trasporto scolastico ma deve spenderlo per i lupi, sottolineando che "con certi progetti non si fa quel che serve al territorio ma quel che serve a poteri occulti che si infiltrano per scopi inconfessabili". L'attacco è quindi stato indirizzato verso la Regione, colpevole di aver sottoscritto il progetto Life WolfAlps senza aver interpellato gli abitanti della zona, il Parco della Lessinia, che avrebbe minacciato di ritorsioni gli allevatori che si oppongono al progetto, e il Corpo Forestale, per l'atteggiamento rigido e il posizionamento di fototrappole su terreni privati.

"Se volete, prendetemi come capro espiatorio e se volete ritiriamo anche la provincia di Verona dal progetto, ma sappiate che, dopo, il mio assessorato non ha altri strumenti per venirvi incontro". Queste le parole di Stival prima di sedersi. Il suo intervento è stato contestato al punto dal richiedere l'intervento dei carabinieri. L'assessore ha comunque affermato, prima di terminare anzitempo discorso, che un'istituzione può fare solo quello che le leggi le permettono ed ha successivamente citato l'aumento della voce rimborsi nel bilancio e il 10 per cento in più per i danni indiretti. 

Nel proprio intervento, lo zoologo Francesco Petretti, ha puntato sulla questione che lo spostamento degli animali non sarebbe una soluzione definitiva del problema,   dal momento che la Lessinia è un'area marginale rispetto a quelle caratteristiche per lo sviluppo dei branchi e i lupi dovrebbe andarsene da soli. Recinti, cani da guardiania e dissuasori, dovrebbero essere le misure preventive ideali per favorire questa dipartia. 

Sonia Calderola poi ha tentato di spiegare il progetto Life WolfAlps come responsabile regionale, dando la disponibilità a creare dei gruppi di discussione con chi voglia partecipare. Diego Lonardoni invece, direttore del Parco, ha chiesto che la Regione riconosca l'emergenza Lessinia per i lupi e che i prossimi amministratori destinino parte del bilancio ad aiutare gli allevatori allo smaltimento delle carcasse predate e che ci sia un garante condiviso della comunicazione.

La voce degli allevatori è stata affidata a Laura Giacopuzzi e Daniele Massella dell'Associazione tutela della Lessinia. I due hanno puntato i piedi sul fatto che il progetto in questione sarebbe inutile e dispendioso perché destina il 20 per cento alla prevenzione e l'80 per cento a monitoraggio e conservazione. Sono state messe sotto accusa anche le misure preventive, considerate inadeguate, mentre è stato giudicato insufficiente l'obiettivo di ridurre del 30% i danni. 

"Gli allevatori meritano rispetto per il lavoro di conservazione dell'ambiente che senza di loro sarebbe impossibile. Allora riconosciamo il danno in tutte le componenti dirette e indirette e risarciamolo. Allestiamo una squadra di esperti per aiutare gli allevatori. Il Wwf non è solo dalla parte del lupo, ma anche dei pastori e la Lessinia civile non può rinunciare né agli uni né agli altri". Queste infine le parole del presidente onorario di Wwf Veneto Averardo Amadio.

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