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Andrea Croce

Andrea Croce

Il gestore del The Den Pub allo Stadio: «Aggredito da tre individui, calci e pugni»

Il racconto di Andrea Croce che, peraltro, è anche presidente della Commissione Sicurezza

«Ciò che è successo a me potrebbe capitare a chiunque. Forse Verona non è poi così sicura». Inizia così il suo racconto Andrea Croce, gestore del noto locale nel quartiere Stadio, spesso frequentato dai tifosi gialloblu, The Den Pub. Andrea Croce è fratello di Michele Croce, ex presidente di Agsm e leader del movimento politico Prima Verona. Lo stesso Andrea, come da lui ricordato nel medesimo video, è peraltro presidente della Commissione Sicurezza della Circoscrizione di riferimento per il quartiere Stadio, dove ha appunto sede il suo locale. 

Andrea Croce racconta di «essere stato fatto oggetto di un'aggressione da parte di tre individui» intorno alle ore 19.30 di domenica sera. Secondo la ricostruzione dei fatti fornita dallo stesso gestore del pub, mentre usciva dal bar per gettare l'immondizia avrebbe notato tre soggetti «non riconosciuti» che sarebbero stati intenti ad urinare, da lì sarebbe poi nata «una discussione verbale» e quindi «una colluttazione». Ad avere la peggio sarebbero infine stati lo stesso Andrea Croce e la dipendente del The Den Pub di piazzale Olimpia, tale Giulia.

Andrea Croce 7 dicembre 2020 denuncia aggressione The Den Pub - foto Facebook

Andrea Croce

Dopo la fuga dei tre idividui che avrebbero rifilato «calci e pugni» ai due lavoratori del pub, Andrea Croce riferisce di aver chiamato le forze dell'ordine e sul posto sarebbero quindi giunti i carabinieri, ma anche un'ambulanza. Portati in ospedale, Croce spiega: «Il risultato è un naso fratturato, mignolo fratturato, varie escoriazioni e la mandibola spostata. Per la ragazza che lavora con me, invece, due pugni in faccia, è stata una cosa veramente terribile».  Lo stesso Andrea Croce poi ricorda: «È paradossale, perché io sono tra l'altro il presidente della Commissione Sicurezza di questa Circoscrizione».

Andrea Croce ha dunque analizzato quello che secondo lui costituisce un problema in termini di "sicurezza" connesso alla chiusura anticipata dei locali: «Chiudere gli esercizi alle 18, equivale ad avere il "coprifuoco" già alle 19 nel quartiere, dove girano persone tutt'altro che raccomadabili. Tanti titolari di attività delle vie limitrofe lamentano il fatto che quando chiudono, già alle 7 della sera si trovano sempre con gente strana che cammina per le strade. Fatalità è successo a me, - ha concluso Andrea Croce - non oso pensare cosa sarebbe successo se si fosse trovata una ragazza sola a dover gestire una situazione del genere. Porterò avanti ancor di più queste istanze e invito tutti a segnalare quello che succede, perché purtroppo la nostra non è una città traquilla, c'è troppa violenza in giro per le strade». 

Ad Andrea Croce è giunta sempre nelle scorse ore la solidarietà di molti utenti del web tramite i social, oltre a quella del fratello Michele Croce e del suo movimento politico che ha divulgato una nota ufficiale al riguardo: «Non vogliamo fare polemiche, né attacchi politici. - sottolinena la nota di Prima Verona - Oggi non ce la sentiamo. Siamo solo molto preoccupati per Andrea, Giulia e le migliaia di esercenti, negozianti, commercianti, artigiani, autonomi, professionisti, mamme, papà, ragazzi e bambini che ogni giorno a Verona aprono negozi, laboratori, studi, li gestiscono, li chiudono, vanno nei parchi e passeggiano per la città, credendo di essere sempre al sicuro».

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